mercoledì, 19 Giugno, 2019

Le avventure inedite del giovane Tex al Mattatoio di Roma

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Il 30 settembre 1948, con l’albo “Il totem misterioso”, esordiva in edicoa Tex, il personaggio più famoso del fumetto italiano creato da G.L. (Gianluigi) Bonelli (1908–2001), e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini (1917–1994).

Come per tanti altri eroi di carta di quegli anni, Tex esordisce in un albetto senza pretese, 32 in bianco e nero, più la copertina coloratissima, stampato nell’ormai mitico formato striscia di cm. 17 x 8, venduto al modico prezzo di 15 lire.

E realizzato pure con la mano sinistra, perché G.L. Bonelli e Galep puntavano molto di più su Occhio Cupo, albi in grande formato, disegnati in maniera eccelsa, stampati con cura e dallo scarso successo. Un personaggio ormai dimenticato, noto solo a un pugno di appassionati.

Certo è che in quel lontano dopoguerra, con il genere western che tirava alla grande in tutti i media, ma con personaggi che duravano lo spazio di un mattino, nessuno poteva immaginare che il nostro ranger sarebbe diventato l’eroe più amato del fumetto italiano e uno dei più duraturi del mondo.

Sono pochissimi, infatti, i personaggi di carta e no a poter vantare un successo lungo come quello di Tex, ancora oggi superstar in edicola con avventure inedite accanto alle sempiterne ristampe di quelle vecchie.

Settant’anni dopo “Il totem misterioso”, Sergio Bonelli Editore, Comicon e ARF! Festival celebrano il ranger presentando a Roma la grande mostra “Tex. 70 anni di un mito”, che sarà inaugurata il 24 maggio al Mattatoio, in piazza Orazio Giustiniani n. 4. Aperta sino al prossimo 14 luglio, la mostra è visitabile tutti i giorni, meno il lunedì, dalle 12:30 alle 19:30.

Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, Comicon e ARF! Festival, la mostra allestita al Mattatoio si distingue da quella tenutasi a Milano nei mesi scorsi perché presenta una nuova sezione ricca di contenuti inediti, dedicati alla più recente incarnazione del nostro eroe.

Uno spazio che propone le avventure di Tex prima di Tex, vissute da un giovane fuorilegge prima dell’esordio ne “Il totem misterioso”, prima di diventare il celeberrimo ranger e Aquila della Notte, capo degli indiani navajo.

Una novità che ci siamo fatti raccontare da uno dei curatori, Mauro Uzzeo, sceneggiatore, anche per Dylan Dog e Orfani della Bonelli, e regista che spazia dal cinema, alla televisione e al fumetto.

Quindi a Roma ci sarà un “nuovo” Tex, diverso da quello classico e amato da legioni di lettori?
«Sì. I visitatori conosceranno un giovane Tex Willer, protagonista di storie raccontate da Mauro Boselli nell’omonima collana da qualche mese in edicola e ambientate all’origine del mito quando, quello che sarebbe diventato il ranger più famoso del west, era ingiustamente accusato di essere un fuorilegge».

Storie dal diario segreto di Tex e mai raccontate prima?
«Si tratta di un nuovo e inedito capitolo della storia del ranger. Storie di giovane Tex antecedenti al numero 1 della serie, che i talenti della Sergio Bonelli hanno iniziato a raccontare proprio in occasione dei 70 anni. In questa nuova sezione la mostra presenta proprio le splendide tavole realizzate sia nel formato di cartonato alla francese, che offre ai lettori tavole più grandi, sia nel classico formato di albo bonelliano».

Storie, presumo, realizzate da bravi disegnatori?
«Direi piuttosto da artisti straordinari come Mario Alberti, Stefano Andreucci, Maurizio Dotti, Corrado Mastantuono e Bruno Brindisi».

Quindi, Tex non va in pensione ma affronta le sfide dei nuovi tempi e dei nuovi mercati con la solita grinta?
«Bisogna dire che Gianni Bono e la Bonelli hanno fatto un lavoro eccezionale proprio per mostrare Tex non in maniera museale, ma per raccontare quanto sia vivo, quanto si evolva in continuazione».

La mostra propone anche disegni, fotografie, materiali rari e talvolta mai visti prima. Oltre all’inedito giovane Tex, i visitatori potranno ammirare anche la prima vignetta declinata in varie lingue, il ritratto di G.L. Bonelli e famiglia realizzato da Tacconi, fotografie di Aurelio Galleppini e anche la mitica macchina da scrivere di G.L.: l’Universal 200 con cui ha scritto le prime storie di Tex e da lui decorata con disegni a penna. Un vero cimelio oggi conservato nella sala riunioni della casa editrice.

Non potevano mancare le tavole dei numerosi disegnatori che, dopo Galleppini, hanno dato volto e corpo alle imprese dell’imbattibile ranger. Dal veterano Giovanni Ticci fino a Claudio Villa, passando per Fabio Civitelli e l’indimenticabile Guglielmo Letteri, senza omettere le incursioni di guest star del calibro di Jordi Bernet, Joe Kubert, Ivo Milazzo, Magnus e Enrique Breccia.

I principali sceneggiatori di Tex sono quattro, come i protagonisti della saga. Il primo è G.L. Bonelli e la sua identificazione nel personaggio è assoluta: per lui, Tex è un giustiziere capace di far montare una giusta collera nei confronti di atti criminali, spesso motivati solo dall’avidità. Nel 1976 arriva il figlio Sergio che, come Guido Nolitta, ha già al suo attivo personaggi come Zagor e Mister No. Nel 1983 il testimone passa a Claudio Nizzi, che nelle sue storie mescola al western classico elementi tipici del genere investigativo. Nel 1994 arriva Mauro Boselli, attuale curatore della serie con cui Tex ritorna alla origini e all’antica tempra di giustiziere.

La mostra, usando le prime pagine dei quotidiani, ripercorre anche gli ultimi settant’anni di storia italiana. Un racconto in parallelo delle avventure a fumetti del coraggioso ranger e del nostro Paese.

“70 anni di un mito” non è rivolta solo gli appassionati, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo grintoso, antirazzista e nemico di ogni ingiustizia di Tex, di suo figlio Kit Willer, del burbero e simpatico Kit Carson e del fiero navajo Tiger Jack.

Antonio Salvatore Sassu

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