martedì, 10 Dicembre, 2019

LE COMICHE

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“È comico – ha sostenuto con ironia il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – dire che il Mes minaccia l’Italia, quando negli ambienti europei tutti sanno che nel negoziato l’Italia è riuscita a portare a casa un buon risultato”.
Spiegando che “la riforma non è più emendabile” dopo l’assenso espresso sul testo dal precedente Governo. Ora, invece, la vera battaglia da fare per l’Italia è sul completamento dell’Unione bancaria, a cui la riforma del Mes è collegata, e in particolare sulla garanzia sui depositi bancari, qualora la Germania volesse insistere nel porre un tetto al possesso di titoli di Stato da parte delle banche e nel collegare l’entità del patrimonio necessario agli istituti di credito alla rischiosità del debito pubblico del Paese. “Sono contento di fare chiarezza per dissipare le preoccupazioni che sono del tutto infondate o fondate su informazioni non precise e non corrette”, ha esordito il Titolare del Tesoro, ripercorrendo le tappe che stanno portando al riassetto per chiarire che “Chi scrive che la riforma del trattato istitutivo del Mes introduce una ristrutturazione automatica del debito dice una cosa falsa”, con riferimento appunto all’automatismo che avrebbero voluto alcuni Paesi ‘falchi’ e su cui “c’è stato il negoziato più duro, fortunatamente concluso con la vittoria dell’Italia e di altri che hanno detto no”.
Ma l’ex Vicepremier Matteo Salvini dopo aver annunciato battaglia in questi giorni contro il Mes non demorde e arriva a chiedere l’intervento del Capo dello Stato. “Chiederemo al garante della Costituzione di farla valere. Questo è un attentato alla sovranità nazionale”, dice. Salvini mette sul banco degli imputati Giuseppe Conte: “A giudizio nostro e dei documenti il presidente Conte ha commesso un atto gravissimo, un attentato ai danni del popolo italiano, dice il leader leghista. “Ricordiamo tutti i ‘no’ della Lega e tutti i silenzi di Conte che adesso ci spieghiamo”, aggiunge il leader leghista che insiste nel chiedere l’intervento del Quirinale. “Chiediamo un incontro al presidente Mattarella per evitare la firma su un trattato che sarebbe mortale per l’economia italiana. Chiediamo al garante della Costituzione di farla valere. Si torna in Parlamento. Sospendiamo tutto. Fermi, ci spiegate in Parlamento cosa state facendo e poi semmai si va avanti. Occorre un altro atto parlamentare”, dice il leader leghista.
A ricordare quanto sia paradossale tutto questo ci pensa il segretario del Pd, Nicola Zingaretti che spiega: “La Lega vive alimentando paure. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora, come al solito, diffondono teorie false per danneggiare l’Italia, la sua forza e credibilità, per allontanarla dall’Europa e indebolirla. Non lo permetteremo mai”. E mentre i dem ancora una volta si mostrano solidali con il Premier Conte insignito dagli alleati cinquestelle che interverrà lunedì alla Camera alle 13 per una informativa sulla vicenda.
Un vero e proprio fuoco amico invece dai pentastellati, il leader di M5S, Luigi Di Maio, durante la registrazione di Porta a Porta, chiede infatti una valutazione complessiva del pacchetto ammettendo che “ci sono perplessità, anche nei 5 Stelle” e che “un conto è il negoziato, e un conto è se conviene all’Italia”.

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