lunedì, 17 Giugno, 2019

Effetto dei due mandati. Di Maio e Taverna per la Lega

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L’intransigenza ha dei costi e devi potertela permettere. Dopo aver fatto dell’onestà e del no a ogni tipo di compromesso la dirigenza pentastellata si ritrova praticamente dall’altra parte della barricata. In sostanza va bene tutto, basta rimanere nella stanza dei bottoni, contratto o meno del Governo, il matrimonio con la Lega si deve salvare.
Le liti in seno al Governo giallo verde sono ormai all’ordine del giorno, ma stavolta a tentare di ricucire i pezzi con la Lega che ha ormai fagocitato i pentastellati sono proprio i big del Movimento.
Il vicepremier e riconfermato capo politico dei cinquestelle attacca persino il Presidente della Camera, il grillino Roberto Fico, per stare dalla parte di Matteo Salvini. Luigi Di Maio ha bacchettato con la sua dichiarazione quanto aveva sostenuto Fico: “Oggi è la festa di tutti i cittadini italiani, soprattutto di quelli che hanno perso la pazienza, che aspettano risposte, che non ne possono più di parole ma che si aspettano fatti, fatti concreti! Una festa che ci deve unire tutti. E io sto con gli uomini e le donne, civili e militari, che credono nell’Italia e nei suoi valori democratici. Invece anche il 2 Giugno si è trovato il modo di fare polemica, per di più davanti ai nostri soldati. È incredibile. Anziché scambiarsi attacchi e provocazioni ogni volta, la politica e le istituzioni devono fare per il Paese e per la sua gente, non parlare continuamente. Viva la Repubblica! Viva l’Italia”.
Non è il solo, a fare quanto chiede o si aspetta Salvini ci pensano anche altri due insospettabili ‘duri e puri’ grillini, Taverna e D’Uva. Quest’ultimo accondiscendente sul tema delle Autonomie, tanto caro all’alleato del Nord, mentre il Vice presidente del Senato, Paola Taverna arriva a dichiarazioni a dir poco calcolatrici in termini elettorali. “Come abbiamo perso voti li possiamo recuperare, l’elettorato in questi anni ha dimostrato di essere mobile. Come se ne va torna”, dice la pentastellata e a per quanto riguarda quanto chiede la Lega, senza mezzi termini conferma: “Io sono convinta che gli elettori abbiano espresso consenso a queste battaglie della Lega. Quindi accettiamo questi temi e mettiamo il Carroccio alla prova”.
In sostanza ‘voce di popolo, voce di Dio’, o meglio la Taverna come gli altri ‘colonnelli’ del Movimento potrebbe non essere rieletta se si tornasse alle urne e non solo per il declino del M5S, ma per il limite imposto dai Casalleggio, quello dei due mandati.

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