lunedì, 14 Ottobre, 2019

Le difficoltà economiche italiane non saranno mai risolte

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Il benessere di un Paese si misura attraverso le elezioni… nel senso che quando le cose vanno bene tutti i cittadini diventano moderati. Solo attraverso la povertà o peggio l’impoverimento della classe operaia, si scatenano nell’elettore quei rancori diffusi che fanno inneggiare alla rivolta. “A morte, a morte!” grida il popolo senza sapere chi condannare. Il patibolo diventa il feticcio da appendere fuori l’uscio di casa.

Cercare i responsabili dell’impoverimento dello Stato è impresa ardua perché noi stessi eleggiamo i rappresentanti dello Stato e condannare una classe politica per cercarne in un’altra la soluzione è come buttare benzina sul fuoco e bruciare le prove indispensabili per capire che cosa ci è davvero capitato.

Quando una famiglia è in difficoltà le ragioni dipendono sempre da una cattiva conduzione del bilancio e mamma e papà non attribuiscono le colpe al vicino di casa, ma corrono ai ripari senza timore che i figli possano appropriarsi del loro ruolo.
In politica invece accade il contrario, si scredita un partito per sostituirlo al comando del Paese consapevoli che il massimo che si può fare è lasciare le cose invariate.

Per uscire dalla morsa dell’impoverimento della classe media italiana, se tutto andrà bene, ci vorrà una generazione. Nel frattempo il campo è libero per indirizzare la rabbia su temi facili e soprattutto inesistenti.
Mi riferisco alla stucchevole litania dei migranti che da troppo tempo tiene banco al bar, dove i cittadini parlano di cose che non conoscono, un po’ come il calcio dove tutti fanno gli allenatori senza mai aver visto una partita.

I migranti sono diventati strumentali per costruire consenso elettorale da parte di ogni fazione politica, siano essi contro o a favore. Basti pensare ai parlamentari che a suo tempo hanno cercato visibilità affiancando la capitana della “See-Watch”, solo che in quel caso hanno fatto come i pifferi di montagna: sono andati per suonarle e invece sono stati suonati.

Gli africani sono così importanti per il nostro Paese che li lasciamo seviziare in Libia solo come riserva di propaganda indispensabile alla crescita del consenso elettorale.
Pensate ai i campi profughi libici. Nello specifico, potrebbero essere controllati e riformati se solo si mandassero i caschi blu a presidiare quei territori dell’inferno dantesco.

Si dirà che quello è uno Stato sovrano. Ebbene, anche una comune famiglia italiana è sovrana, ma quando vengono accertate atrocità al suo interno intervengono le forze dell’ordine. Allora mi domando, ma a cosa servono le Nazioni Unite? forse a presidiare i bacini elettorali indispensabili ai movimenti politici, nel nostro caso, italiani?! Per questo le nostre difficoltà economiche non saranno mai risolte!

Angelo Santoro

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