giovedì, 22 Ottobre, 2020

Le Diseguaglianze, Leningrado Assediata, Faggin, Carbonia, esempio di ricerca

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SFORBICIATE LIBRI – E’ veramente difficile raccontare un saggio di oltre 600 pagine sulla violenza e le diseguaglianze, dalla preistoria ad oggi. L’autore è Walter Scheidel, professore alla Stanford University. Il ponderoso saggio, edito da Il Mulino,si intitola: “La grande livellatrice”.Gli interrogativi , a cui l’autore risponde con ricchezza di dati e riflessioni, sono numerosi ,ma ci limitiamo solo a proporne alcuni : si può intervenire (e come) sulle diseguaglianze ? Le risorse, dalla preistoria ad oggi- osserviamo- sono state sempre ripartite in modo squilibrato. In altre parole, la concentrazione del reddito è avvenuta parallelamente alla crescita della civilizzazione . Nel corso di migliaia di anni le diseguaglianze sono state ridotte per via delle guerre, del fallimento degli Stati, delle rivoluzioni e delle epidemie di grandi dimensioni. Sono stati cioè sempre eventi drammatici, che hanno provocato scie di sangue e tragedie immani. Eppure le diseguaglianze sono comunque rimaste. Facciamo un piccolo esempio dei nostri tempi : nel 2015 le 62 persone più ricche della Terra possedevano la stessa ricchezza della metà più povera dell’umanità ,oltre 3,5 miliardi di persone .Se questi ricconi decidessero di fare una gita tutti assieme troverebbero posto in un solo pullman. Ma ora,forse dovremmo chiederci : quali sono le prospettive per un futuro più equo ? L’autore cerca di spiegarcelo, ma ovviamente non esiste la ricetta ideale per ridimensionare gli” squilibri” della condizione dell’umanità . Probabilmente – e questo ce lo dice lo stesso Scheidel- è il prezzo da pagare ( cioè scontare una certa disuguaglianza) dell’economia di mercato. Almeno se l’umanità vuole vivere pacificamente, bandendo cioè ogni guerra.
Di guerra si occupa una scrittrice russa, Lidija Ginzburg, col libro “Leningrado –Memorie di un assedio” – ,tradotto e curato da Francesca Gori (Guerini e associati). E’ una sorta di diario, quello della Ginzburg ,scritto nell’arco di 40 anni . La scrittrice, nata a Odessa in una famiglia di intellettuali ebraici, di formazione social-liberale,si trasferisce a Leningrado, dove collaborato con un gruppo di intellettuali perseguitati dallo stalinismo. Fra gli altri , Viktor Sklovskij, JuriJ Tynjanov e Boris Ejchenbaum. Durante l’assedio tedesco Lidja riusce a sopravvivere lavorando nel Comitato della radio di Leningrado. Il diario però verrà completato molti anni dopo ,con l’avvento della perestrojka ; in quegli anni ha pubblicato anche altri libri. Un ringraziamento va alla curatrice, Francesca Gori ( un’appassionata studiosa di storia politica russa) ,che ha tradotto in italiano un saggio di grande valore politico e letterario.
Alla vigilia del 2000 ho intervistato Federico Faggin, uno scienziato già noto negli Stati Uniti per avere inventato il primo microprocessore . Con gli anni le invenzioni di Faggin sono state molte altre. Nel 2010 ha ricevuto la medaglia per la Tecnologia e l’innovazione dal presidente Obama e successivamente ancora premi e riconoscimenti per altre scoperte e invenzioni. Tutto questo Faggin lo ha ampiamente raccontato nella sua autobiografia “Silicio” (Mondadori).Nel libro si è soffermato anche sulle sue sofferenze esistenziali, confessando di “aver imparato non solo da coloro che gli hanno voluto bene, ma anche dalle persone che lo hanno osteggiato”. Ora questo scienziato è considerato lo Steve Jobs italiano, forse poco popolare nel nostro paese ,ma di grande notorietà all’estero per le sue invenzioni , soprattutto negli Usa.
Parliamo ora di una importante pagina di storia italiana : il 1948,un anno di grande rilievo storico (la guerra fredda, la sconfitta dei comunisti e dei socialisti nelle elezioni del 18 aprile ,l’attentato a Togliatti ,col rischio di una nuova guerra civile). In questo scenario avvengono le violente proteste dei minatori di Carbonia, duramente represse dalla polizia e dalla magistratura. Quelle settimane sono raccontate ( e documentate con documenti degli archivi storici ) da Alberto Vacca ,uno studioso sardo, che ha scritto diversi saggi storici importanti,fra cui “Le false accuse contro Silone” (Guerini e Associati).Il libro ora in libreria, ha per titolo “Le proteste dei minatori di Carbonia contro l’attentato a Palmiro Togliatti “ ( Giampaolo Cirronis Editore). Nel libro, come si è detto, sono scrupolosamente documentati gli scioperi dei minatori, ma anche gli abusi e le strumentalizzazioni politiche dei dirigenti comunisti, con le occupazioni delle sedi di partito (ovviamente non Pci ) e delle istituzioni. Vacca si sofferma molto su tre dirigenti comunisti (Mistroni,Sellitti e Lecca) ,fatti ricercare dalla polizia: Lecca viene poi arrestato ,mentre Sellitti e Mistroni fuggono in Cecoslovacchia,dove si trovano centinaia di ex partigiani fuggiti dall’Italia perché ricercati dalla polizia italiana per uccisioni arbitrarie di cittadini che nulla avevano a che vedere con la guerra civile. Il libro di Vacca ora fa piena luce sulle vicende di Carbonia( un distretto minerario destinato ad essere smantellato per la crisi del mercato del carbone) e rappresenta un esempio di ricerca storica che dovrebbe essere imitato da troppi storici improvvisati contemporanei.
Aldo Forbice

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