lunedì, 13 Luglio, 2020

Le elezioni non finiscono mai. A febbraio le suppletive

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Dopo le elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna con i risultati contrastanti ormai noti, sono già avviate diversi altri test elettorali da seguire con molta attenzione.
A fine febbraio, si svolgeranno le elezioni suppletive a Napoli, e subito dopo inizierà una lunga primavera elettorale, con i cittadini italiani che saranno chiamati a votare nel giro di pochi mesi per il referendum costituzionale, le amministrative e le regionali.
Il prossimo appuntamento elettorale riguarderà la città di Napoli, dove si svolgeranno le suppletive per un seggio da senatore. Si andrà alle urne il 23 febbraio, per sostituire il senatore del Movimento 5 stelle, Franco Ortolani, prematuramente scomparso. Si tratta di un nuovo importante test elettorale per i penta stellati, dopo la batosta di domenica scorsa. Voteranno quasi 300mila persone. Un test che potrebbe rappresentare una cartina tornasole per le elezioni regionali in Campania, che si svolgeranno tra maggio e giugno. In corsa Sandro Ruotolo (centrosinistra), Luigi Napolitano (M5s), Salvatore Guangi (centrodestra) e Giuseppe Aragno (Potere al popolo). Si voterà in un’unica giornata per il collegio uninominale Campania 07.

Dopo pochi giorni dalle suppletive di Napoli, ci saranno quelle a Roma dove si tornerà a votare il 1 marzo. Verrà eletto il sostituto di Paolo Gentiloni, che si è dimesso dalla Camera dei Deputati dopo essere stato nominato Commissario europeo. Anche in questo caso si voterà in un’unica giornata, per il collegio uninominale Roma 1 della Camera. Il centrosinistra, unito, candida l’attuale ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Tra i canditati anche Mario Adinolfi, di Popolo della Famiglia.
Dopo una settimana, l’8 marzo, anche una parte dei cittadini umbri torneranno alle urne per le elezioni suppletive nel collegio di Terni, per la sostituzione della senatrice Donatella Tesei della Lega, eletta presidente dell’Umbria. L’elezione chiamerà alle urne i cittadini di circa 60 comuni, che dovranno eleggere un senatore nel collegio Umbria 2.
Dopo il via libera della Cassazione al referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, il governo ha fissato per il 29 marzo la data in cui si svolgerà la consultazione popolare per la conferma o meno della riforma che taglia il numero dei parlamentari dagli attuali 945 complessivi a 600 totali (200 senatori e 400 deputati). Come prevede la Costituzione, “la legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi”.

Dunque, per la validità del referendum costituzionale non è previsto alcun quorum minimo di votanti. È sufficiente che i consensi superino i voti sfavorevoli. Se il risultato della consultazione è positivo, il Capo dello Stato promulga la legge. In caso contrario, è come se la legge stessa non avesse mai visto la luce e l’esito della consultazione verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Per le altre elezioni comunali e regionali, ci sono oltre mille comuni che nella tarda primavera torneranno al voto, tra cui quindici capoluoghi di provincia e quattro capoluoghi di regioni, con gli appuntamenti più attesi che sono quelli di Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo. Ma anche sei regioni dovranno affrontare il test elettorale: Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche e Puglia.
Molto probabilmente, come avvenuto già in passato, le elezioni regionali verranno accorpate con quelle comunali, per un unico giorno di votazione (il periodo ipotizzato è tra fine maggio e prima metà di giugno).
Complessivamente quasi un terzo degli italiani andranno alle urne. L’attenzione va al movimento penta stellato dopo il clamoroso crollo. Gli interrogativi da porsi sono se gli elettori del M5s andranno verso il centro destra o verso il centro sinistra oppure in che percentuale si divideranno tra destra e sinistra?

Poi, molto dipenderà dalla capacità politica svolta nella gestione degli Enti locali, ma anche da quello che riuscirà a fare il governo giallo rosso per risolvere i problemi degli italiani. Come si orienteranno gli elettori nel Nord dove il Pil cresce in misura doppia rispetto al Sud, e come reagiranno gli elettori dell’Italia meridionale che vedono aumentare il divario tra nord e sud? Dalle prossime elezioni potrebbe emergere un’Italia divisa in due anche politicamente come si è già delineato tra Emilia Romagna e Calabria.

Salvatore Rondello

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