martedì, 1 Dicembre, 2020

Le ondate come le repubbliche

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Da una dichiarazione del famoso virologo Pregliasco: “Se faremo un liberi tutti a Natale ci sarà una seconda ondata”. Oggi dal Corriere il direttore della pneumologia all’ospedale San Giuseppe di Milano avverte: “E’ possibile una terza ondata. Non bisogna arrivarci impreparati”. Seconda o terza che sia sarebbe opportuno che coloro che si occupano direttamente dell’epidemia si mettessero d’accordo almeno sullo stato di fatto. Per la maggior parte di costoro esiste una emergenza sanitaria. Cioè il rischio sarebbe quello di superare un limite, il 30% di presenze, fissato nelle terapie intensive. Oggi l’Agenas (l’Autorità nazionale per i servizi sanitari regionali) sostiene che 11 regioni avrebbero superato la soglia critica, pochi giorni fa lo stesso Corriere intitolava: “Terapie intensive al collasso”. Ma proprio stamattina il commissario Arcuri se ne esce con questa testuale dichiarazione: “Oggi abbiamo circa 10 mila posti di terapia intensiva e arriveremo a 11.300 nel prossimo mese. Attualmente ci sono circa 3.300 ricoverati in terapia intensiva (per Covid, ndr), quindi la pressione su questi reparti non c’è”.  Dunque il 30% non sarebbe più un limite invalicabile. Il coordinatore del Cts, vero e proprio governo non solo sanitario del Paese, Agostino Miozzo, ha da parte sua ammonito: “Alcuni scienziati che vedo spesso in tivù non hanno capito (o non vogliono capire) che Covid 19 non é un’emergenza sanitaria, ma una crisi globale che comprende… temi sociali, politici,  economici, di sicurezza”. Saggio. Poi però si contraddice. “Noi ci confrontiamo, litighiamo anche, ma poi troviamo una mediazione… Se poi questo diventa tavolo della legge significa che siamo tutti degni discepoli di Mosé”. Testuale autocertificazione. Il successore del profeta, il solo al quale Dio dettò i suoi comandamenti, esorta poi il governo a riaprire le scuole. Esautorando, forse anche opportunamente il ministro Azzolina. Ma torniamo alla numerazione delle ondate. Che somigliano a quelle delle Repubbliche italiane. Oggi non siamo affatto nella seconda ondata, perché la sola ondata, iniziata a fine febbraio, ma proprio oggi si presume che i primi casi di Covid risalgano addirittura a settembre 2019 e che gli infettati in Italia siano stati almeno 6 milioni, si era solo attenuata a giugno e luglio, poi da agosto ha ripreso piede. Già si parla della terza, ma il vaccino che inizierà a essere somministrato a gennaio, quale ondata impedirà? Così la seconda repubblica, mai iniziata perché la Costituzione mai é stata rivista, pare oggi avere aperto la porta a una terza, ma non si sa quando, mentre addirittura una trasmissione televisiva certifica l’esistenza della quarta. La differenza però tra Covid 19 e Repubbliche italiane é che il primo a volte uccide gli uomini le seconde al massimo sopprimono i partiti. Anche quelli sani, però.

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Mauro Del Bue

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