martedì, 29 Settembre, 2020

Le peripezie di Montanelli, “maestro” del tutto improbabile

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Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera, nei giorni scorsi è tornato a descrivere passaggi di vita di Indro Montanelli. Gli ho inviato questa noterella.

 

“Caro Aldo, leggo con interesse la sua nota del 19 luglio 2020 su Indro Montanelli, la quale rivela che questi – quando la guerra nazi-fascista non volgeva al meglio – aveva “fatto parte dei circoli monarchici che lavoravano per separare il re dal fascismo e uscire dalla guerra” mentre poi – dopo l’8 settembre 1943 – “sparì dalla circolazione e si avvicinò a Giustizia e Libertà”, il movimento antifascista di ferma convinzione repubblicana. Successivamente, sarebbe stato imprigionato dai nazisti, ma – come Montanelli stesso racconta – mentre i suoi amici vennero fucilati, lui fortunosamente ebbe salva la vita. Davvero una storia di peripezie, che parte dalla sua partecipazione – tra il 1935 e 1936 – alla guerra coloniale contro l’Etiopia, sostenendo posizioni razziste più oltranziste di quelle praticate dallo stesso fascismo; proseguirà con i passaggi da lei sopra descritti, per poi diventare nell’Italia repubblicana il maestro di più generazioni di giornalisti, oltre che interprete delle posizioni politiche più moderate. Nell’ultima parte della vita, finirà per essere apprezzato anche dal mondo progressista per la sua finale polemica con Berlusconi, dopo essere stato a lungo direttore de “Il Giornale”, quotidiano da lui fondato nel 1973 e dal 1977 di proprietà della famiglia Berlusconi. C’è dell’altro ancora da rivelare su questo personaggio? Di certo si può dire che per essere stato così volubile, siamo davanti a un ‘maestro’ del tutto improbabile.

 

Nicola Zoller

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