martedì, 24 Novembre, 2020

Le priorità: politica della natalità, scuola e immigrazione

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Anche il problema dell’immigrazione può essere sintetizzato in poche parole. Il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, quando era presidente dell’internazionale socialista, poteva essere più esplicito di oggi. “Una inchiesta demoscopica – diceva – ha posto agli europei tre domande. Volete vivere in un Paese di vecchi? Risposta no. Programmate di avere più figli? No. Volete più immigrati? No”. “I tre no tutti insieme – concludeva Guterres – non si reggono“.

 

Il governatore della Banca d’Italia Visco, in una recente intervista al Corriere della Sera, ha detto. “Le proiezioni sui prossimi 15 anni indicano che in Italia avremo 3 milioni di persone in meno in età di lavoro“. E dunque? Più immigrati per riempire i posti vuoti? Non necessariamente, perché il lavoro bisogna saperlo fare e gli immigrati che restano nel nostro Paese, secondo tutte le statistiche, sono tra i meno istruiti (come purtroppo i giovani italiani). Ci vogliono tre cose. La priorità assoluta a una politica della natalità (non certo fatta di bonus). Un immenso sforzo per la scuola. E anche immigrati. Ma quelli capaci di lavorare. Tutte cose che non avverranno con le sceneggiate polemiche tra “ecumenici” e “sovranisti”, “caritatevoli” e “duri”, “buoni” e “cattivi”.

 

Ugo Intini
(Il Dubbio)

 

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