venerdì, 14 Agosto, 2020

Le voci e i linguaggi del popolo dell’arte

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Nella biblioteca/sala video della Galleria d’Arte Moderna, in una postazione video dedicata, dal 28 luglio saranno visibili al pubblico tutte le fotografie delle opere, i video, i poetry-concept e i video-reading inviate dal “popolo dell’arte” al contest #DomaniInArte.
L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura che si sono avvalsi del Comitato tecnico-scientifico formato da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio, Maria Vittoria Marini Clarelli, Federica Pirani, Isabella Toffoletti con la collaborazione di Elisabetta Giuliani e Gian Pietro Leonardi.

Per partecipare al contest #DomaniInArte, gli artisti hanno inviato entro il 30 giugno una fotografia di una propria opera che rappresenti un personale punto di vista sulla grave situazione globale che stiamo vivendo.
Un’operazione che, oltre a rappresentare un’occasione di espressione per gli artisti coinvolti, vuole rompere il silenzio dei musei chiusi per creare un atelier artistico fatto di tante voci e linguaggi dell’arte, senza preclusioni linguistiche o barriere di giudizio e senza limiti all’utilizzo delle tecniche.

Ma che sia anche l’immagine di un’opera di speranza che guardi al domani, che tenga conto del punto di vista degli artisti, con una visione e uno sguardo quindi “altro” rispetto alla realtà del dramma contemporaneo che stiamo tutti vivendo. Un’opera che attraversi l’attuale silenzio dei musei chiusi, dei progetti artistici congelati.
Il tentativo è quello di creare un atelier artistico fatto di tante voci e linguaggi dell’arte, dalle tecniche più tradizionali a quelle maggiormente sperimentali e che includano anche scrittura (es. poesia visiva, poesia urbana, poetry-concept, ecc.) e sound design.
Il contest partecipativo è stato aperto gratuitamente a tutti gli artisti maggiorenni, alle loro scelte poetiche ed estetiche.

 

Per gli ideatori dell’evento, si tratta di un modo per far sentire anche la voce dell’arte italiana, sulla linea ad esempio del “sostegno” all’Italia di grandi artisti internazionali, come quello di Ai Weiwei che posta i lunghi e disperanti elenchi di necrologi dell’”Eco di Bergamo” o Zehra Dogan che fotografa curdi con scritte che sostengono appunto l’Italia. O ancora, come i video-messaggi di Jenny Holzer con brevi frasi poetiche sulla voglia di vita e di futuro, fino alla candela rossa accesa che si consuma nel filmato di Shirin Neshat e all’archivio dei suoni urbani delle città globali in lockdown di Cities and Memory.
Tutte le opere inviate vengono postate sui canali social della Galleria d’Arte Moderna (Facebook, Twitter, Instagram) e, alla riapertura del museo, riprodotte per mezzo di un monitor nella sala video/biblioteca del museo stesso. Successivamente le fotografie saranno conservate negli archivi digitali della Galleria d’Arte Moderna dove, su richiesta potranno essere visionate.

Tra le opere presenti segnaliamo la poesia in acrostico ‘Giorni da coronavirus’ del poeta Salvatore Rondello e l’opera d’arte del maestro Enzo Tardia.

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