lunedì, 9 Dicembre, 2019

L.elettorale, una strada per votare a maggio

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Italicum-Legge elettoraleRiecco la clausola di salvaguardia. Tolta dall’ordine del giorno di Calderoli, riappare sotto altra forma e precisamente con un subemendamento alla legge elettorale, presentato dai senatori del Pd Stefano Collina, Andrea Marcucci e Francesco Verducci in cui si legge: “L’Italicum entra in vigore dal 1 gennaio 2016. Nel periodo transitorio dall’approvazione della legge elettorale alla sua effettiva validità, viene ripristinato il Mattarellum”.

“Se dobbiamo proprio prevedere una clausola di salvaguardia – affermano i – crediamo che il Mattarellum risponda perfettamente ai requisiti indicati dalla Consulta ed interpreti molto meglio l’esigenza di rafforzare la governabilità del Paese. Stiamo discutendo di una clausola che non scatterà, il governo Renzi ha bisogno di arrivare alla fine naturale della legislatura per verificare gli effetti delle riforme avviate. L’emendamento proposto – concludono – è uno stimolo che offriamo alle forze politiche affinché non si perda tempo e si proceda nei tempi stabiliti ad approvare riforme costituzionali ed Italicum”.

Insomma poche righe che servono a scongiurare l’uso del Consultellum in caso di voto prima del 2016 ma che allo stesso tempo potrebbero aprire nuovi scenari. E forse anche nuove tentazioni come quella di votare la prossima primavera. Vi è infatti un altro emendamento, firmato sempre dal renziano Marcucci, insieme al senatore Dem Franco Mirabelli, questa volta alla legge di stabilità, che prevede che “le elezioni dei Consigli regionali possono avere luogo non oltre i 60 giorni successivi al termine del loro mandato”. Un emendamento, se approvato, per consentire un election day a maggio che coinvolga le 7 regioni chiamate al voto insieme agli oltre 1000 comuni che dovranno rinnovare i loro organi. Uno slittamento che porterebbe ad un risparmio tra i 100 ed i 150 milioni di euro. Una bella scusa di questi tempi; e quindi un buon motivo per approvarlo.

Uno scenario possibile, anche se il presidente del Consiglio e il ministro per le riforme Boschi affermano che la legislatura finirà a scadenza naturale e che le riforme saranno portate a termine. Ma questa clausola mette le cartucce alla pistola di Renzi. Da una parte contro Forza Italia che vede il Mattarellum come fumo negli occhi, ma anche verso la maggioranza che lo sostiene. A maggior ragione dopo il voto di oggi in Commissione Affari Costituzionali che ha visto il governo battuto. Una sorta di avvertimento.

Insomma due emendamenti per mettere le mani avanti. Sono tanti i fattori in gioco. Si comincerà a capire a fine mese quando si vedrà se l’Italicum verrà approvato dalla prima commissione di Palazzo Madama.

Intanto la Lega presenta 10.500 emendamenti. Li ha consegnati questo pomeriggio in commissione Affari Costituzionali Roberto Calderoli trasportandoli su tre carrelli. “Siamo pronti a ritirarli – ha detto Calderoli – se il Governo mostrerà buonsenso altrimenti li votiamo tutti”. Il rischio, inoltre, ha affermato il parlamentare, è quello che domani vengano presentati altrettanti sub emendamenti.  Quanto al Mattarellum Calderoli ha osservato: “Sono otto anni che lo proponiamo e non può che vederci d’accordo. Ma quello del Pd e’ solo una clava da agitare contro Forza Italia per portarla a più miti consigli sull’Italicum“.

Ginevra Matiz

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