giovedì, 14 Novembre, 2019

Legittima difesa e decretone sono legge

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Prosegue alacremente l’attività parlamentare per legiferare sui disegni del governo. Il disegno di legge sulla legittima difesa è stato trasformato in legge. L’Assemblea del Senato ha infatti approvato il provvedimento, in terza lettura, con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Il voto è stato accolto dagli applausi della Lega e di parte dei pentastellati. Sono stati presenti in Aula, il ministro dell’interno Matteo Salvini, il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e quello per l’Agricoltura Gianmarco Centinaio. Assenti i rappresentanti di governo del Movimento 5 stelle.
Salvini, protagonista di questa legge, ha affermato: “Questo 28 marzo è un giorno bellissimo non per la Lega ma per gli italiani. Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene”.

La legittima difesa sarà sempre presunta, ossia sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. E’ questo il fulcro della legge approvata dalla Camera che modifica il comma due dell’articolo 52 del codice penale, in base al quale è possibile utilizzare un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo per la difesa legittima della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui. Viene inoltre introdotta un’ulteriore presunzione all’interno dello stesso articolo 52, in base alla quale sarebbe sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che, legittimamente presente all’interno del proprio o dell’altrui domicilio (da intendersi in senso ampio, quale luogo ove venga esercitata attività commerciale, imprenditoriale o professionale), agisca al fine di respingere l’intrusione posta in essere dal malintenzionato di turno con violenza o minaccia.
La legge interviene anche sull’articolo 55 del codice penale relativamente alla disciplina dell’eccesso colposo, escludendo, nelle varie ipotesi di legittima difesa domiciliare, la punibilità di chi, trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità. Viene poi modificato l’articolo 624 bis del codice penale, prevedendo che nei casi di condanna per furto in appartamento e scippo, la sospensione condizionale della pena sia subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.
Vengono inoltre rese più severe le sanzioni per una serie di reati contro il patrimonio: furto in abitazione, scippo e condotte aggravate; rapina e ipotesi aggravate e pluriaggravate; e in caso di violazione di domicilio si considera aggravata quando è commessa con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato. Infine la legge interviene sulla disciplina civilistica della legittima difesa e dell’eccesso colposo, specificando che, nei casi di legittima difesa domiciliare, è esclusa in ogni caso la responsabilità di chi ha compiuto il fatto: in tal modo l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non è obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto.

Si prevede, inoltre, che nei casi di eccesso colposo, al danneggiato sia riconosciuto il diritto ad una indennità, calcolata dal giudice con equo apprezzamento tenendo conto ‘della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato’. Viene quindi introdotto il patrocinio a spese dello Stato in favore di colui che sia stato assolto, prosciolto o il cui procedimento penale sia stato archiviato per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo di legittima difesa. E’ poi previsto che nella formazione dei ruoli di udienza debba essere assicurata priorità anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose verificatisi in presenza delle circostanze di legittima difesa domiciliare.
La nuova legge sulla legittima difesa dovrebbe debellare il fenomeno dei furti, invece rischia di aggravare i tragici effetti di questo tipo di reati.
Il Senato ha anche approvato, con 150 voti favorevoli, 107 contrari e 7 astenuti, il cosiddetto ‘decretone’, il decreto legge su ‘Reddito di cittadinanza e Quota 100′. Il provvedimento, in terza lettura, ha terminato così il suo iter parlamentare e con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventerà legge. Ad assistere al voto definitivo dell’Aula di palazzo Madama c’era anche il premier Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio, lasciando il Senato, ha detto: “E’ un bel giorno perché abbiamo approvato delle misure di cui la popolazione aveva bisogno e che aiuteranno la crescita, perché avranno un impatto sui consumi”.
Luigi Di Maio, sui social, ha scritto: “Noi abbiamo approvato due misure per un nuovo modello di welfare e andiamo verso il taglio degli stipendi dei parlamentari”. Dopo definitivo dell’Aula il premier Conte si è fermato alla buvette di palazzo Madama per brindare insieme ai senatori M5S al voto finale.

Dunque, con l’approvazione del Senato in terza lettura, sono entrate in vigore le misure annunciate dall’esecutivo circa un anno fa, fissate nei principi con la legge di bilancio 2019, e modificate nel corso dell’esame parlamentare. Rispetto al progetto iniziale, che prevedeva da una parte la fine della povertà e dall’altra la demolizione della legge Fornero, il risultato definitivo è sicuramente meno ambizioso. Tutta colpa delle risorse a disposizione, che dopo una lunga trattativa sono state fissate per il 2019 a 4 miliardi per la previdenza, e 7,1 miliardi per la povertà (che includono i 2 miliardi del Rei).
Negli anni successivi il costo aumenterebbe arrivando al totale, nel triennio, che supera i 40 miliardi (per il Rdc si stima una spesa di 8,1 mld il prossimo anno e 8,3 mld nel 2021; per le pensioni 8,3 mld nel 2020 e 8,7 mld l’anno successivo). Il sostegno unico per combattere la povertà dovrebbe aiutare 1,3 milioni di famiglie (compresi gli over 67 che dovranno presentare domanda per la pensione di cittadinanza), su un totale di 3,2 milioni (secondo gli ultimi dati Istat). Mentre le stime relative a quota 100 si aggirano intorno a 650.000 aspiranti pensionati nel triennio 2019-2021. Oltre ai cavalli di battaglia della Lega e del Movimento 5 stelle il dl ‘Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni’ contiene norme su: assunzioni nella pa, gioco, Inps, riscatto della laurea e dei contributi.

Il reddito di cittadinanza sarebbe la misura unica di contrasto alla povertà, che scatterà dal primo aprile 2019. Per avere diritto al Rdc è necessario il possesso congiunto di determinati requisiti di residenza, reddituali e patrimoniali. Requisiti che sono stati modificati nel corso dell’esame parlamentare e, di conseguenza, potrebbero escludere persone che con le vecchie regole avrebbero diritto all’assegno. Si stabilisce, quindi, che se la domanda è stata presentata prima della pubblicazione del nuovo testo in Gazzetta ufficiale sarà possibile accedere al beneficio con le vecchie regole, per un periodo di 6 mesi.
Il reddito potrà raggiungere la soglia di 6.000 euro l’anno (moltiplicata per i componenti del nucleo familiare secondo una scala di equivalenza). Per l’affitto o il mutuo della casa potrà essere dato un contributo fino a 3.360 euro. Il Rdc potrà essere erogato a tempo indeterminato, con una sospensione di un mese ogni 18 mesi. Per ottenere l’assegno sarà necessario sottoscrivere un patto per il lavoro. Saranno i centri per l’impiego che si occuperanno di fare incontrare la domanda, cioè chi sta cercando dipendenti, con l’offerta, appunto i percettori del Rdc (e per svolgere il nuovo lavoro saranno potenziati).

Le regioni, le province autonome, le agenzie e gli enti regionali, le province e le città metropolitane potranno assumere personale da destinare ai centri per l’impiego: fino a 3.000 unità con decorrenza dal 2020 e ulteriori 4.600 unità a decorrere dall’anno 2021. Sono previsti incentivi, per chi assume i percettori del reddito di cittadinanza, consistenti nell’esonero dei contributi previdenziali e assistenziali. Per i ‘furbetti’ del Rdc sono previste delle sanzioni, che possono arrivare fino a 6 anni di reclusione. Le persone che hanno compiuto 67 anni potranno richiedere, al posto del Rdc, la pensione di cittadinanza che prevede l’erogazione dello stesso importo ma con modalità diverse. A partire, ovviamente, dall’assenza degli obblighi lavorativi.
Quota 100 è stata introdotta in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Il trattamento sarà erogato dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, per i dipendenti privati, e dopo sei mesi per quelli pubblici. Il trattamento di fine servizio, più conosciuta come liquidazione, sarà erogato nel momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia. Ma sarà possibile chiedere un prestito, fino a un massimo di 45.000 euro, che dovrà essere restituito con gli interessi quando sarà riscossa la liquidazione. La pensione anticipata in oggetto non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro annui.

Fino al 2026 il requisito contributivo per andare in pensione resta 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza l’adeguamento all’incremento della speranza di vita. Tutto congelato anche per i lavoratori precoci, che quindi potranno accedere alla pensione con un’anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall’età anagrafica (trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti).
L’ape sociale viene prorogata al 2019. Consiste in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni.
Viene prorogato al 2019 il pensionamento anticipato delle donne, disponendo che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato i requisiti richiesti (un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni, per le lavoratrici dipendenti, e a 59 anni per le lavoratrici autonome), entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015). I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.
In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, sarà possibile riscattare fino a 5 anni di periodi non coperti dai contributi, in tutto o in parte. L’opzione potrà essere utilizzata solo da coloro la cui pensione sarà liquidata integralmente con il sistema di calcolo contributivo.

Viene modificata la disciplina del riscatto, relativamente ai periodi da valutare con il sistema contributivo: dovrà essere versato un contributo pari, per ogni anno da riscattare, al livello minimo imponibile annuo (pari a 15.710 euro per il 2018), moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda.
In seguito all’entrata in vigore del pensionamento anticipato vengono autorizzate specifiche assunzioni in diverse amministrazioni: Mibac, ministero della Giustizia, regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario. Inoltre per peculiari esigenze, derivanti dalle specifiche funzioni, sono autorizzate assunzioni nel corpo della Guarda di finanza e dell’arma dei Carabinieri.
Cambierebbe la governance dell’Inps e dell’Inail, prevedendo la reintroduzione del Consiglio di amministrazione tra gli organi di tali enti. In fase di prima applicazione, in attesa della nomina del Cda, si consente la nomina di un soggetto cui sono attribuiti i poteri del presidente e del consiglio di amministrazione.
Viene disposto l’aumento della ritenuta sulle vincite del gioco numerico a quota fissa denominato ’10&Lotto’ e delle aliquote del prelievo erariale unico (Preu) applicabili agli apparecchi new slot. Si prevede, inoltre, che il rilascio dei nulla osta di distribuzione ai produttori e agli importatori degli Awp sia subordinato al versamento di un corrispettivo, una tantum, di 100 euro per ogni apparecchio. Vengono inasprite le sanzioni nei confronti delle organizzazioni abusive del gioco del lotto, di scommesse, di concorsi pronostici e viene prevista una nuova sanzione applicabile a chiunque produca o metta a disposizione apparecchi destinati al gioco.
‘Ope legis, pacta sunt servanda’, ma è il lavoro il vero diritto che dà dignità e che andrebbe perseguito.

Salvatore Rondello

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