sabato, 19 Ottobre, 2019

Legittima difesa. Mercoledì il voto dell’Aula

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Il Governo è ancora impantanato nello stagno della Tav. Il problema è stato rimandato ancora un volta nell’ennesimo vertice senza risultati. Ma Salvini, mentre l’esecutivo è in pieno stallo, ha l’abilità di incassare comunque. Infatti è iniziato nell’Aula della Camera l’esame della riforma della legittima difesa, alla presenza del leader leghista e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il provvedimento, già approvato dal Senato e che dovrà tornare a palazzo Madama per la terza ed ultima lettura dopo una modifica apportata al testo in commissione alla Camera, a seguito di un errore sulle coperture finanziarie in quanto relative al 2018, dovrebbe essere licenziato entro giovedì, grazie anche ai tempi contingentati.

L’obiettivo della Lega è arrivare al via libera finale entro il mese di marzo. “Domani l’approviamo”, ha detto Matteo Salvini lasciando la Camera dove è iniziato l’iter sulla legittima difesa. Alla domanda se ci siano problemi o modifiche, il ministro dell’Interno ha risposto “no”. Testo blindato Il testo approda in Aula ‘blindato’: nessun emendamento è stato infatti presentato dalle forze di maggioranza, nemmeno i 5 stelle, nonostante all’interno del Movimento non manchino perplessità e malumori. La riforma, come già avvenuto nel passaggio al Senato, dovrebbe incassare i voti anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Le due forze del centrodestra, tuttavia, hanno sin dall’inizio chiesto alla Lega di modificare il testo in maniera più incisiva, ma nessuna apertura in tal senso è mai arrivata dai leghisti.

Le perplessità diparte del movimento si sono tradotte nella preparazione di un documento interno. Un dossier. Il testo, pubblicato dall’Adnkronos, parla di provvedimento a rischio di legittimità costituzionale. In quanto l’abolizione della proporzione tra offesa e difesa fa sì che la difesa sia “sempre” legittima anche in caso di “reazione difensiva sproporzionata”. E “tale presunzione assoluta – prosegue il testo – è chiaramente costituzionalmente illegittima in quanto finirebbe con l’essere postulata come esistente sempre e quindi anche nei casi, pur se marginali, in cui una proporzione non esiste, derivandone una violazione del principio di uguaglianza considerato che verrebbero ad essere trattati in maniera eguale fatti difensivi diversi”. Nel dossier, anche le critiche del segretario dell’Anm Francesco Minisci che a gennaio, in audizione presso la Commissione Giustizia, sottolineò che abolendo il principio di proporzionalità tra l’offesa e difesa “non vi sarebbero più regole, non vi sarebbero più confini, non vi sarebbero più parametri e si legittimerebbe ogni forma di reato, anche l’omicidio”.

Ma i leghisti appaiono tranquilli e ritengono che questo dossier non dovrebbe modificare la tabella di marcia che confidano nell’accordo di governo. Un accordi che va da Salvini al premier Giuseppe Conte fino a Luigi Di Maio e lo stesso Guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede. Il provvedimento poi piace molto ai deputati di Forza Italia tanto che in caso di mancanza di accordo all’interno delle forse di governo non è da escludere il soccorso di Forza Italia e Fratelli d’Italia ridando vita, almeno in questa occasione, il centrodestra in vita prima della formazione del governo giallo verde. Insomma mentre la questione Tav divide ancora M5s e Lega, anche la legittima difesa si va a inserire nella crisi tra i due partiti di maggioranza.

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