sabato, 21 Settembre, 2019

L’elogio populista di Conte a Davos

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha esordito al Forum economico mondiale di Davos elogiando il populismo: “Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, una visione radicalmente nuova della politica che metta al centro gli esseri umani, le famiglie, le comunità. Questa l’Europa che sogniamo. Un’Europa del popolo, fatta dal popolo e per il popolo. Gli italiani sono stati pazienti per molti anni dando fiducia alle istituzioni politiche e tecniche europee. A dispetto delle aspettative dei cittadini europei, la reale implementazione dell’euro è stata molto diversa: il prezzo della stabilità è stato un crescente debito pubblico e la frugalità di bilancio ha frenato la crescita del Pil. C’è una parola chiave attorno alla quale abbiamo costruito la nostra visione politica e l’attività di governo, e quella parola è ‘POPOLO’, In Italia la sovranità appartiene al popolo. Dobbiamo dare una risposta a tutto questo”.

In un’intervista a Bloomberg Tv,  sempre a Davos, Conte ha detto: “La crescita dell’Italia potrebbe arrivare fino all’1,5% quest’anno. Non ci sarà nessuna correzione alla manovra e che il rallentamento della crescita è parte di una tendenza a livello mondiale. Siamo una coalizione forte e il M5s e la Lega hanno molto senso di responsabilità. Stiamo lavorando strenuamente, c’è uno spirito unitario e sono molto fiducioso che possiamo durare cinque anni”. Conte ha anche escluso il coinvolgimento nel governo di altre forze come Fd’I puntualizzando: “Lavoro molto bene con il mio team, non c’è nessuna prospettiva di diversa composizione del governo”.

Riferendosi alla Bce, a margine del Forum, il premier Conte ha affermato: “Possiamo dire che la Bce, essendo una banca centrale, non ha un potere valutario adeguato? E’ chiaro che nel sistema attuale la Vigilanza bancaria è insoddisfacente”.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervistato al Forum dalla Reuters in vista del rallentamento dell’economia, ha affermato: “L’Italia centrerà gli obiettivi di deficit per il 2019 e non ci sarà bisogno di una manovra correttiva”. Sulla tensione crescente con la Francia che rischierebbe di interferire con i dossier di Alitalia e Fincantieri, Tria ha detto: “Speriamo che sia decrescente. Il governo è favorevole alla creazione di una rete telefonica fissa unica, che nascerebbe da una fusione tra le rete di Telecom Italia (Tim) e Open Fiber. Certamente una rete unica porterebbe efficienza al sistema e da questo punto di vista il governo, penso che debba guardare con favore a un’evoluzione in quella direzione ma si tratta di scelte che devono fare poi nella loro autonomia società private e quotate”.

Sulle tensioni con la Francia, a margine del Forum economico mondiale, il premier Giuseppe Conte ha detto: “È paradossale che proprio mentre si crea un campione europeo della cantieristica per competere più efficacemente sui mercati mondiali come il gruppo Fincantieri-Stx, da parte della Francia si coinvolga la Commissione europea in modo così ambiguo. La logica di questo atteggiamento appare davvero poco comprensibile. Se la Francia vuole mettere a disposizione il proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU parliamone e facciamolo nel contesto europeo, se davvero vogliamo dare importanza a tale contesto. Il nostro obiettivo non può essere quello di dare un seggio permanente in più a un singolo Paese europeo”.

Il premier Conte, al Forum mondiale dell’economia, ha mostrato all’Europa ed al mondo i ‘muscoli’ del governo italiano manifestando disappunto rispetto alle analisi e valutazioni fatte dal Fmi nel World Economic Outlook 2019. Ha cercato di ricucire le divisioni del governo sfruttando l’orgoglio nazionalista dell’italianità, basandosi più sulle parole che sui fatti. Il tempo sarà galantuomo. Tuttavia, si avverte nell’aria una sorta di parallelismo storico risalente a circa un secolo fa, quando Vilfredo Pareto annotava: “La storia ci fa conoscere che le classi governanti hanno sempre procurato di parlare al popolo il linguaggio che stimavano non il più vero, ma il più conveniente allo scopo a cui miravano”.

Salvatore Rondello

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