martedì, 25 Giugno, 2019

“La Scienza prima della Scienza”. Il genio di Leonardo

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Quest’anno si celebrano i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci (Anchiano, Toscana, 15 aprile 1452, Amboise, Francia, 2 maggio 1519), l’Uomo del Rinascimento considerato ancora oggi uno dei più grandi geni mai vissuti. Leonardo ha primeggiato in diversi campi, è stato pittore, scultore, architetto, disegnatore, scenografo, anatomista, musicista, progettista, autore di trattati di argomento scientifico e inventore. E si sapeva anche vender bene: nelle sue lettere, per esempio, si presentava come esperto di armi per la guerra, di regolazione delle acque, e di ogni altro talento i potenti del Rinascimento potessero avere bisogno. In pratica, era sempre il genio giusto nel posto giusto.

La fama universale dei suoi capolavori pittorici non ha permesso di approfondire la sua grandezza di genio del Rinascimento per eccellenza, il suo essere un “investigatore universale” a tutto campo che metteva la scienza alla base di ogni cosa.

Anche quando dipingeva, come spiega questa frase tratta la suo “Libro di Pittura”: «Nessuna umana investigazione si può dimandare vera scienza, se essa non passa per le matematiche dimostrazioni e se tu dirai che le scienze, che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità, questo non si concede, ma si nega per molte ragioni; e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienza, senza la quale nulla dà di sé certezza».

Un argomento, quello di Leonardo a 360 gradi, che le Scuderie del Quirinale di Roma, con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e insieme alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, hanno affrontato con la grande mostra: “Leonardo. La Scienza prima della Scienza”, che ne illustra il genio assoluto calandolo nel suo tempo, nel suo contesto storico, raccontando luoghi e persone con cui ha interagito, offrendo una visione ad ampio raggio di un genio che non si è mai isolato dalla realtà che lo circondava.

L’esposizione si sviluppa intorno ai dieci disegni contenuti nel Codice Atlantico, centro di altrettante sezioni che indagano i temi dell’attività di Leonardo, quei temi che erano anche al centro del dibattito degli artisti e degli uomini di cultura del Rinascimento: lo studio dell’antico e della tradizione classica, gli ingegneri toscani presi a modello, la prospettiva nel disegno, le città ideali e le vie d’acqua.

Una vera chicca sono i disegni originali dei portelloni della chiusa di San Marco del Naviglio di Milano, con accanto i portelli in legno risalenti al 1800 e rimasti in uso fino al 1929, poi dimenticati e qualche anno fa ritrovati e restaurati. Ovviamente non sono quelli realizzati sotto la supervisione di Leonardo alla fine del 1400, ma sono gli ultimi ad essere stati costruiti seguendone il suo progetto originale.

Poi le straordinarie macchine (ricostruite in scala ma funzionanti) per i grandi cantieri edili, macchine scenografiche e teatrali; le innovative macchine da guerra o per la tessitura, senza dimenticare quelle per il volo, il suo più grande sogno inappagato.

C’è anche una ricostruzione della sua biblioteca, perdutasi nel tempo ma di cui si conoscono i titoli.

L’ultima sezione si occupa della riscoperta del mondo classico e propone una riflessione sul mito di Leonardo, su come è nato, si è sviluppato e si è modificato nei secoli, anche a seconda della propaganda politica o delle mode culturali.

La mostra, che chiuderà i battenti il prossimo 30 giugno, è curata da Claudio Giorgione, curatore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, e si avvale della collaborazione di Marco Malvaldi, autore del libretto “Leonardo. L’investigatore universale”, distribuito gratis ai visitatori, che in quarta di copertina riporta la frase dal “Libro di Pittura” che abbiamo citato qualche capoverso fa.

Le Scuderie del Quirinale propongono una serie di incontri per indagare, con una prospettiva contemporanea, alcuni dei temi legati alla mostra su Leonardo.

Il prossimo, “Il sapere collettivo. Da Leonardo pioniere del moderno pensiero scientifico a Wikipedia” si terrà mercoledì 10 aprile, nella Biblioteca Angelica, con inizio alle ore 18:00. Interventi di Riccardo Luna e Martin Kemp, coordina Stefano Chiodi.

Mentre a Villa Medici, mercoledì 17 aprile, sempre dalle ore 18:00, il tema dell’incontro, organizzato in collaborazione con l’Accademia di Francia, sarà: “Rendere visibile l’azione degli elementi: Leonardo e il paesaggio”. Intervengono Gregory Quenet, Carlo Vecce e Claudio Giorgione. Al centro della conversazione, l’approccio di Leonardo all’indagine scientifica.

Antonio Salvatore Sassu

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