domenica, 21 Aprile, 2019

Leonardo Scimmi
Una strada per affrontare le europee

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Mentre si prepara il CN al solito ricco di polemicucce, il mondo addita l’Italia quale pseudo potenza sempre meno competitiva. Di contro rinascono antiche resistenze basate su identita’tradizione religione anticapitalismo ed anti americanismo. Anziché guardare all’Europa come faro di civiltà, si imputano all’Europa tutti i mali, dalla crisi economica all’immigrazione (Afd, Lega, Le Pen) e si propone un’Europa euroasiatica in funzione antiamericana, con cuore tedesco e risorse energetiche a Mosca.

Il mondo globale (modello americano) viene respinto, il mercato viene respinto, l’emigrazione è considerata minaccia alle identità e si rivalutano lingue confini e tradizioni. Un mix invincibile nelle urne.

Le forze progressiste hanno da parte loro sbandato, hanno perso il momentum ed anziché rilanciare il dibattito sull’Europa anni fa, quando si doveva, si sono perse in un vago ed autoreferenziale progressismo di stampo ONU che non poteva attrarre nessuno fuorché poche elite illuminate.

La partita delle europee è in salita, manca una narrazione alla sinistra, che ha perso le sue armi retoriche anti capitaliste ed anti americane, e si divide tra chi cerca di recuperarle e chi invece punta sull’agenda ONU.

Che fare quindi? Come affrontare le europee? Non basta fare rassemblement, ci vuole una idea una proposta una narrazione da contrapporre alla forte proposta di Visegrad e della Lega, una proposta che sposa sia la radicalità di destra che quella di sinistra e che non potrà essere derubricata, se la si vuol sconfiggere, a mero movimento anti moderno o pericolo neo fascista.

Leonardo Scimmi

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Estrapolo due brani o passaggi di queste righe che mi appaiono piuttosto eloquenti, il primo dei quali dice che “le forze progressiste hanno da parte loro sbandato…… si sono perse in un vago ed autoreferenziale progressismo…”, mentre nel secondo si esprime la tesi che “non basta fare rassemblement, ci vuole una idea una proposta una narrazione….”

    Li ho citati perché mi sembrano fotografare piuttosto bene, e in maniera realistica, la situazione “politica” in cui versa oggi la sinistra, che dà l’impressione di non saper avanzare proposte concrete e alternative rispetto alla linea della attuale maggioranza, e non pare in grado di andar oltre l’incolpare la controparte di populismo, sovranismo, antieuropeismo, ecc…

    La mancanza di proposta, ove non venisse nel frattempo superata, ma il tempo stringe, si configura a mio avviso come una debolezza, e non credo che il riunire delle debolezze, all’interno di un “fronte” o qualcosa di simile, possa rafforzarle, anzi potrebbe esservi il rischio opposto (del resto sappiamo che in politica non valgono le regole della matematica dove due più due fa quattro).

    Paolo B. 10.02.2019

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