lunedì, 17 Giugno, 2019

Lettera a una professoressa

1

A proposito della sospensione della professoressa siciliana dico subito che non mi piacciono i provvedimenti disciplinari per colpire presunti reati d’opinione, peraltro altrui, dunque, in questo caso, per il reato di non avere represso quella degli studenti. Eppure mi pare così stupido e sconclusionato quel paragone tra leggi razziali e decreto sicurezza, così avventati e privi di motivazioni storiche i paragoni tra il fascismo e Salvini, così dense di violenza le manifestazioni in mezza Italia che ricordano quella di chi non vuol far parlare chi non la pensa come loro in nome di un antifascismo di facciata. Quando si dice che tutte le opinioni sono legittime si dice una cosa non vera e non solo perché le opinioni della destra vengono paragonate al fascismo e dunque, secondo costoro, dovrebbero essere bandite, ma anche perché non so come avrebbe reagito la stessa professoressa a una ricerca che anziché condannare avesse esaltato le leggi razziali. Sarebbe giustamente intervenuta. Dunque anche la libertà di espressione ha i suoi limiti. Non é concesso esaltare un omicidio, uno stupro, uno sterminio, esaltare il razzismo e costituzionalmente neanche il fascismo. Dunque molta attenzione quando si lascia fare e dire tutto. La scuola ha un potere di educazione e deve insegnare. Deve insegnare e formare e non lasciare dire e scrivere senza un briciolo di approfondimento e di conoscenza della storia.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Negli anni in cui ho frequentato le scuole superiori gli eventi bellici erano terminati da poco più di un decennio, con ferite e tensioni ancora aperte e la presenza di un confronto politico piuttosto vivace ed acceso, ma non ricordo che gli insegnanti parlassero in classe di politica, anche se noi avevamo già un’età per poter comprendere qualcosa riguardo a quanto era successo, o stava accadendo in quegli anni, anche come coda del conflitto e della guerra civile che ne era seguita e che stava ancora dividendo il Paese.

    A quell’età esisteva comunque il rischio di venir in qualche modo influenzati, senza riuscire a farci una propria ed autonoma opinione, perché la personalità è ancora in formazione, ed è per questo che ho apprezzato la “neutralità” di quei docenti, maturando altresì l’opinione che ogni cosa vada fatta a tempo debito, senza premature anticipazioni, specie quando si tratta di affrontare materie molto delicate e complesse (talora complesse anche per chi non è più giovane, e ha dalla sua l’aver già maturato una propria personalità).

    Paolo B. 30.05.2019

Leave A Reply