venerdì, 22 Novembre, 2019

Lettera aperta ad Aldo Cazzullo sulla ricerca di un’idea di Paese

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“Poi venne il 1992, e la nostra piccola rivoluzione italiana…”. Cosi “cercando un’idea di Paese”, Aldo Cazzullo accenna a questo passaggio nell’editoriale di domenica 13 ottobre 2019 sul Corriere della Sera. Sì, fu una rivoluzioine davvero “piccola” almeno per qualità morale, anche se infarcita di “grandi” cattiverie. Altri parlò di una rivoluzione «falsa», mobilitata da un circuito mediatico-giudiziario che propagandava quella che il prof. Angelo Panebianco considera «la madre di tutte le fake news, la falsa idea secondo cui questo sarebbe il Paese più corrotto del mondo». Una falsità denunciata in termini tecnici anche da Carla Collicelli, vicedirettore del CENSIS: «Il periodo fino al 1992 indicato come più corrotto è anche quello nel quale l’Italia è cresciuta di più. Ora, siccome è senz’altro vero che è la corruzione a bloccare lo sviluppo nei paesi poveri, l’Italia non doveva essere poi così corrotta».

Il danno anche economico è venuto dopo: il docente di macroeconomia Fadi Hassan ha calcolato che il Pil pro capite italiano è tornato percentualmente allo «stesso livello che avevamo nel 1961»: siamo tornati indietro di oltre mezzo secolo. Per avere una nuova idea di Paese, c’è tanto lavoro da fare per una nuova politica democratica, che dalle puntualizzazioni qui rammentate può ricavare qualche memoria per evitare cattiverie del passato e costruire un futuro migliore per tutti.

Nicola Zoller

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Ho talora la sensazione che la nemesi storica renda un po’ di giustizia ai socialisti, dal momento che non di rado, per non dire più spesso, sento voci di persone che non ho mai conosciuto come simpatizzanti socialisti, ma che oggi riconoscono la “qualità” del Governo PSI degli anni Ottanta, in tema di economia, visto che di questa si sta qui parlando, e ricordano la “prosperità” e il dinamismo di quegli anni.

    Si tratta per lo più di appartenenti alla categorie di lavoro autonomo, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, ecc…., che lamentano il pesante effetto della pressione fiscale, e che forse l’odierno PSI poteva intercettare, mentre ho impressione che il loro voto sia andato a partiti, non di sinistra, che probabilmente incarnano un’idea di Paese più “liberale” e più vicina al loro sentire di classe media.

    Paolo B. 21.10.2019

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