giovedì, 28 Maggio, 2020

L’Europa al bivio

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L’apprendista dittatorello Orbán Viktor con la scusa del Coronavirus, ha chiesto e ottenuto pieni poteri dalla sua maggioranza parlamentare. Il soggetto in questione non ha mai nascosto il suo prurito per la Carta dei Diritti fondamentali Europei, ballando sul filo spinato e sui muri che costruiva per bloccare i profughi e per l’abuso del manganello. Lui ha vinto le elezioni (come già Hitler e Mussolini prima di lui) e se ne fotte delle regole.

Bene. L’Europa è ad un bivio della sua storia: può nascondere la testa sotto la sabbia oppure può iniziare a comminare sanzioni. Perché questi fanno i nazionalisti con i nostri sacrifici  e con i nostri soldi. E senza un briciolo di riconoscenza ne spirito di solidarietà. Allora si inizi con il blocco dei trasferimenti e si prosegua ad oltranza. Finché gli ungheresi – stanchi di questo signore – lo prendano metaforicamente a calci. Basta diplomazia. C è un rischio alto che la già grave crisi economica e la pandemia, formino una miscela esplosiva che faccia esplodere nuovi rigurgiti nazionalisti.

Si abbandonino le logiche economiche legate solo alla moneta sostituendole con quelle legate ai diritti e si metta la parola solidarietà al posto di quella austerità che tante divisioni ha alimentato.
La fiducia degli europei verso le istituzioni comunitarie si riconquista solo se questi vengono coinvolti in un progetto comune, un nuovo assetto istituzionale, che favorisca l’elezione diretta di un Presidente Europeo, con un Governo forte e regole comuni per tutti i paesi membri. Nel punto più buio degli ultimi 70 anni, bisogna osare di più, issare le vele e navigare cercando quel salto di vento che ci porti dritti verso gli Stati Uniti dEuropa.

Scipione Roma
Direzione Nazionale PSI

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