giovedì, 19 Settembre, 2019

L’Europa che (non) c’era. Il futuro della democrazia

0

Un nuovo appuntamento elettorale importante si avvicina, le elezioni europee e mentre dagli ultimi sondaggi risulta che gli italiani non solo primeggiano per l’indecisione, ma molti di loro non sanno nemmeno che si voterà, arriva un libro che ci ricorda cos’è l’Europa.
Per ridare fiato a un’Europa che sembra ormai fiacca e ammaccata dai continui attacchi è nato un libro-manifesto: “La Repubblica d’Europa – oltre gli Stati nazione”. Un libro di parte, o meglio dalla parte del futuro e quindi della democrazia europea. Add Editore pubblica un libro sì di parte, ma frutto di otto punti di vista diversi fatti da otto autori diversi: Maria Chiara Giorda, Anna Mastromarino, Davide Mattiello, Marco Omizzolo, Leonardo Palmisano, Francesca Rispoli, Sara Hejazi e Luca Mariani. Proprio da quest’ultimo parte l’incipit di quella che potrebbe essere l’Europa del futuro ‘sovranismo’, un futuro non troppo ustopico e lontano se ascoltiamo quanto dicono e sostengono con forza le destre populiste di oggi. Nell’internazionale nera si presagisce infatti l’Europa non dei popoli, ma delle razze e del primato della sicurezza sulle persone. Mariani, già autore de “Il silenzio sugli innocenti. Le stragi di Oslo e Utoya. Verità, bugie e omissioni su un massacro di socialisti”, parte proprio dalla dovizia di quella strage e di come Breivik non abbia fatto altro che riprendere con i fatti quanto dichiarato a parole da alcuni politici ammirati e osannati in Occidente. Non è più tempo di stare a guardare o peggio di mettere ancora una volta un lenzuolo sui danni di un’antieruopeismo di facciata che nasconde in realtà la voglia di supremazia di una presunta razza su un’altra. Così come è stato fatto appunto sulla strage dei giovani socialisti di Utoya. Il libro non a caso è firmato Isagor che è acronimo del motto Gramsciano Istruitevi, Agitatevi, Organizzatevi. Non è più tempo di indifferenza come ricordano gli autori.
“Isagor è un invito a prepararsi alla battaglia, quindi non può che essere uno sprone a organizzarsi, perché non c’è forza dove non c’è metodo. La politica è uno sport di squadra, chi lo volesse affrontare senza l’adeguata organizzazione e una seria disciplina assomiglierebbe a un tizio che in perfetta tenuta da sub si presentasse su un campo da calcio”.
Il solo auspicio e soluzione per il Continente che ha dato vita ai diritti fondamentali dell’Uomo, ma allo stesso tempo ha visto le più sanguinose e virulente guerre è quello di unirsi in una Repubblica d’Europa appunto. “Gli ingredienti ci sono già tutti, a mancare sino ad oggi è stato il coraggio di miscelarli, nelle giuste dosi, nei tempi giusti. Ma a volte a suscitare il coraggio è la necessità”.
Il libro infine non si propone di essere una guida, ma solo un punto di partenza per un dibattito più ampio che coinvolga tutti, a partire dai giovani, a partire dunque dalle scuole.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply