sabato, 6 Giugno, 2020

L’Europa dei popoli contro l’Europa della finanza

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In questi giorni bui, molte persone , anche alcuni nostri compagni, preoccupati ovviamente dalla pandemia, non sembrano comprendere che stiamo combattendo una vera e propria guerra. E in tutte le guerre, pur contro un nemico invisibile, non si può analizzare i problemi di oggi con gli occhi di chi guardava il mondo prima del coronavirus.
Nulla sarà più uguale a prima, lo ha sintetizzato Ugo Intini, in un suo splendido pezzo sul Dubbio, ne ha delineato nuovi scenari Lorenzo Cinquepalmi sull’Avanti e lo continua a scrivere Riccardo Nencini nei suoi post.
Non sarà più uguale il modo in cui abbiamo guardato fino ad oggi alla società capitalistica, al mercato e alla globalizzazione, il coronavirus, ha messo in discussione le priorità della nostra vita, l’umanità dovrà pensare in futuro alla salute della propria specie come fanno tutti gli animali e alla salute del nostro pianeta. Non possiamo più pensare ad una società costruita solo sul Dio denaro e sul profitto. E il compito di una ideologia antica come il Socialismo è gigantesco, e dovrà essere a livello mondiale quello di ricreare l’ordine delle priorità dell’umanità, e di creare la visione di una società più solidale e meno egoistica di quella attuale, nella quale le tecnologie servano a fare stare meglio le persone e a diminuire le disuguaglianze nella società.

Purtroppo, come in tutte le guerre si misurano le forze militari sul terreno qui si misurano le forze contrattuali dei singoli stati, e gli equilibri mondiali. Ed è assolutamente certo che che non saranno più gli stessi di prima del corona virus.
La fotografia che ci si presentava davanti agli occhi, era quella di un mondo in piena guerra commerciale, gli Stati Uniti, usciti vincitori dal confronto con l’Unione sovietica, ma impreparati e riottosi verso l’emergere di nuovi protagonisti nello scenario internazionale, la democratica Europa come mercato globale unico, e la Cina dittatoriale di ji Ping, in pieno delirio di dominio imperialistico, e qui si spiega la guerra commerciale scatenatasi, in questi anni che aveva e ha per obiettivo il controllo del pianeta e dello spazio.

Questa era la sfida in gioco prima del corona virus e questa sarà la sfida del dopo corona virus.
E non ci sono posizioni neutrali o si sta con tutti i suoi limiti con la più vecchia democrazia della terra, o con un paese come la Cina, imperialista dove duecento famiglie comandano su un miliardo e mezzo di persone. E quello che si sta leggendo sui social e in alcuni media sul ruolo salvifico dei Cinesi, fa capire che lo scontro è solo iniziato.
E questo scontro rischia già di annoverare l’Europa, come vittima sacrificale con la E maiuscola, incapace di porsi come interlocutore unico al mondo e che pare in preda a quelle pulsioni nazionali egoistiche ben note che hanno causato secoli di guerre tra i suoi popoli. E i primi atti di questo nuovo scenario mondiale straordinaria macchina propagandistica di ji Ping, che ha saputo, complici media servili stravolgere la realtà agli occhi degli italiani.

Analizziamo i fatti, il 17 novembre lo stato Cinese viene a conoscenza dei primi casi a Wuhan nell’Hubey di corona virus, lo tiene nascosto alla sua gente, all’Oms, al mondo. Da Wuhan, escono prima, che venga chiusa, 7 milioni di persone, nonostante che le autorità cinesi erano a conoscenza del virus,come fu ai tempi della Sars. Purtroppo l’epidemia esplode in tutta la Cina e noi in Italia cominciamo a disertare i negozi cinesi e i cinesi stessi. Il nostro governo di dilettanti prende il provvedimento più demenziale, che si può prendere, chiude i voli diretti con la Cina, siccome al nostro ministro che chiamava ping , il presidente, mica è venuto in mente che pochi volano diretti, la gran parte fa scalo a Londra, Francoforte, o Dubay, come capitato al sottoscritto. Ecco fatto frittata fatta, il virus arriva sparato senza neanche fare fatica. Gli altri paesi Corea compresa hanno controllato la gente che entrava, ma noi invece abbiamo scatenato la guerra contro i razzisti anti cinesi. Ora dopo che i Cinesi hanno infettato il mondo, appaiono persino come i salvatori, coloro che hanno subito il corona virus e lo hanno sconfitto, anzi i loro ministri hanno anche chiesto apertamente agli americani di negare di aver portato loro in Cina il corona virus con i loro militari.

Capolavoro di comunicazione chi ha infettato il mondo passa per vittima e diventa il salvatore, un cargo e sette medici vengono fatti passare come se fossero un nuovo piano Marshall. (Detto per inciso fu una linea continua di centinaia di arerei che scaricavano aiuti di tutti i tipi.

Questa sarà la partita del dopo corona virus e cioè quale sarà il futuro del pianeta. Nelle mani di duecento famiglie spregiudicate o della più antica democrazia, che non dimentichiamolo mai ci ha liberato dal nazifascismo.

Noi Socialisti italiani sappiamo dove stare, e certamente non staremo dalla parte di una dittatura imperialistica, anzi ci porremmo soprattutto una mission da portare avanti, rimettere insieme l’Europa facendola diventare l’Europa dei popoli come antitesi all’Europa attuale della Finanza e della Lagarde.
E non può essere l’assoluta mancanza di solidarietà di un presidente menefreghista e autarchico come Trump a farci cambiare alleanze internazionali.

Marco Andreini

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