mercoledì, 18 Settembre, 2019

L’EUROPA HA UN PIANO

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Immigrazione-vertice UE

La solidarietà internazionale sembra prendere corpo. Sono stati triplicati i fondi per la missione Triton, equivalenti adesso a quanto spendeva l’Italia per la missione Mare Nostrum, circa 9 milioni al mese (ma le navi opereranno solo nelle di confine europeo) e la Francia porterà poi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU la richiesta europea di intervenire militarmente per bloccare gli scafisti. Non è tanto, ma neppure niente. Inoltre dal tavolo dei 28 capi di Stato – riuniti a Bruxelles per il vertice straordinario sull’emergenza immigrazione –  la bozza delle conclusioni articolata in tredici punti per affrontare i flussi di migranti che cercano di raggiungere l’Europa è stata esaminata e approvata. Si tratta di una sorta di traduzione del decalogo presentato dal commissario per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos e approvato al vertice congiunto di ministri degli Esteri e dell’Interno dell’Unione europea a Lussemburgo dello scorso 20 aprile, a poche ore dall’ecatombe nel canale di Sicilia, ove hanno perso la vita tra gli 800 e i 900 migranti.

Restano differenze profonde perché non è passata l’idea di accogliere i profughi per quote da dividere tra i 28. La Gran Bretagna, ad esempio, per bocca del premier David Cameron ha promesso una nave e tre elicotteri, ma non vuole neppure un immigrato sulla sua isola. La Merkel ha fatto notare che fino a oggi la Germania, insieme alla Francia e alla Svezia, accolgono oggi il 75% degli immigrati.  Il presidente Hollande, ha promesso un maggior impegno francese per accrescere la propria quota di accoglimenti. Ci sono insomma Paesi più solidali di altri e si conferma così la storica distanza tra la Gran Bretagna e il resto dell’Europa continentale.

L’incontro tra i leader dei 28 Paesi Ue è stato preceduto da un mini-summit a quattro tra Matteo Renzi, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese, Francois Hollande e il premier britannico, David Cameron.

ONU: ROBUSTA OPERAZIONE DI SOCCORSO – A poche ore dall’inizio del vertice è intervenuta l’Onu, invitando l’Europa a mettere “al primo posto la vita umana, i diritti e la dignità allorché sono chiamati oggi a trovare un accordo sulla risposta alla crisi umanitaria nel Mediterraneo. Le Nazioni unite hanno inoltre auspicato “una robusta operazione di soccorso guidata dagli Stati, proattiva e adeguatamente finanziata”, la “creazione di adeguati canali di migrazione sicura e regolare”, e l’impegno ad “accogliere un numero sensibilmente più alto di rifugiati”.

CAMERON: DA NOI MEZZI, MA NON MIGRANTI – Il premier britannico, David Cameron ha proposto la linea dura, promettendo risorse e mezzi, ma senza l’intenzione di accogliere altri immigrati. “La Gran Bretagna offre uno dei pezzi forti della Royal Navy, la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori”, ma a condizione “che le persone salvate saranno portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiederanno asilo nel Regno Unito”.

L’APPOGGIO DI BELGIO E NORVEGIA – Il Belgio ha reso noto che metterà a disposizione la nave militare ‘Godetia’, spinge per il raddoppio – da 5000 a 10000 – dei rifugiati da ridistribuire ed è pronto ad accogliere 250 migranti in più.  La Norvegia – che non fa parte dell’Ue – ma dell’area Schengen, manderà quanto prima una sua unità navale nel Mediterraneo per partecipare all’operazione ‘Triton’.

RENZI: L’EUROPA HA UNA STRATEGIA
Il Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, che aveva voluto il vertice straordinario di oggi, in conferenza stampa a Bruxelles, l’ha definito come “un vertice significativo, un grande passo avanti per l’Europa”. Per Renzi “il rischio insabbiamento c’è, ahimè, in tutti i documenti Ue” ma “oggi per la prima volta c’è una strategia”.

Siria Garneri 

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