giovedì, 9 Luglio, 2020

L’Europa s’è desta ora sta a noi

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Incredibile che ci sia qualcuno, senza alternative agibili se non il mercato che ha costi aggiuntivi, che intenda rinunciare agli aiuti ulteriori resi disponibili dalla UE, pur avendo ottenuto di cancellare le condizioni vessatorie applicate a suo tempo alla Grecia. La sola riserva è quella di porre mano alle riforme necessarie per non consentire dissipazioni e sperperi. La recente vicenda della pandemia da coronavirus ha segnalato l’urgenza di una riscrittura armonica e non più paralizzante della rete delle autonomie in condizione di garantirne l’apporto solidale senza paralizzanti conflitti di competenze. Ribadisco la necessità che si faccia fronte all’urgenza delle riforme costituzionali con un’Assemblea costituente che tra l’altro consentirebbe un confronto non condizionato dagli equilibri di Governo. Varrà la pena ricordare che oltre il panorama interno i rintocchi di possibili deflagrazioni si sono avvertiti in Spagna con forti tentazioni secessioniste. Invano dalla Catalogna si è tentato di fare appello alla UE per una possibile mediazione su di un terreno che sgombrasse il campo dalle tentazioni secessioniste. Ora che anche per la Spagna come per l’Italia si è aperta la scommessa delle riforme per garantire l’attuazione dei programmi, parrebbe opportuno che il Parlamento europeo mettesse mano ad un quadro di competenze e di reciproche garanzie tra UE, stati nazionali ed autonomie locali, un’armonizzazione che testimoni una vera gestione democratica garantita a tutti i livelli, da mettere al riparo dai tentativi di democrature già in atto nella UE con l’automatica autoesclusione di chi intende deviare dal quadro delle compatibilità fissate. Sulla base del quadro istituzionale rivisitato e condiviso l’UE potrebbe mettere in campo la sua moral suasion e non sembrare un’entità astratta e comunque pilatesca con conseguente perdita di prestigio. C’è un motivo in più perché la UE faccia un passo avanti verso il disegno federalista ed è dimostrare al mondo, a partire dalla Cina col suo tentativo di soffocamento dell’autonomia di Hong-Kong, che la linea espansionista della Cina è funzionale ad una pretesa egemonica che non dà affidamento per il futuro di rispetto verso i contraenti e la loro autonomia.

 

Roca

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