martedì, 10 Dicembre, 2019

Liberi in Europa. Al via il Congresso del Psi

0

Al via il Congresso Nazionale Straordinario del Psi. Seicento delegati da tutta Italia hanno raggiunto l’Hotel Aurelia Antica, a Roma, per eleggere il nuovo segretario dopo dieci anni dall’inizio della leadership di Riccardo Nencini, che ha deciso di non ricandidarsi alla guida del partito. Tanti gli ospiti presenti: Roberto Speranza e Arturo Scotto di Mdp, il segretario generale dell’Internazionale Socialista Liuis Ayala, Fabrizio Cicchitto e Sergio Pizzolante, Maurizio Turco del Partito Radicale, Stefania Craxi ed altri. Nei prossimi due giorni sarà invece la volta del neo segretario del Pd Nicola Zingaretti ed altri. Dopo gli interventi dei candidati alla segreteria, Enzo Maraio e Luigi Iorio, è intervenuto il segretario uscente Riccardo Nencini. “In questi anni il mondo è cambiato ma abbiamo preservato la nostra autonomia politica e una forte indipendenza organizzativa. Ora si impone l’apertura di un ciclo politico nuovo”  ha detto Nencini durante la sua relazione.
“L’Europa e l’Italia si trovano in una sorta di età del ferro. Questi periodi provocano fortissimi cambiamenti, rancore, rabbia, paura. La gente punta sulla destra e si affida all’uomo solo al comando in grado di risolvere i problemi. Esistono oggi forme di nazionalismo etnico che preoccupa. Una settimana fa a Prato hanno festeggiato il centenario dei fasci di combattimento. Non mi sono stupito di Forza Nuova, ma che un prefetto abbia dato il via libera ad una manifestazione fascista. Il prefetto rappresenta lo Stato”  ha aggiunto Nencini. “Noi dobbiamo creare piattaforme politiche più larghe in grado di frenare un governo dalle caratteristiche pericolose. Il meglio è una lista europeista in grado di dare battaglia contro l’internazionale nera e il populismo grillino. È la strada maestra che dobbiamo percorrere. Intanto dobbiamo pretendere che si costituisca un osservatorio parlamentare delle opposizioni in preparazione di un “governo ombra”. Chi condivide questa ipotesi di lavoro costruisca assieme il percorso per le elezioni europee” ha concluso.

Dopo i saluti di Frans Timmermans, candidato alla  presidenza della Commissione Europea per il Pse, ha aperto i lavori Pia Locatelli membro della presidenza del Pse, vicepresidente dell’Internazionale Socialista e presidente onoraria dell’Internazionale Socialista donne. Le mozioni dei due candidati alla Segreteria del Partito.  A seguire l’intervento di Enzo Maraio, della mozione congressuale ‘Il domani è adesso’ che ha voluto omaggiare Emanuele Pecheux, il primo congresso senza di lui.

“Compagne e compagni, prima di procedere alla presentazione della mozione congressuale, penso sia doveroso rivolgere un saluto a Emanuele Pecheux.
Questo è il primo congresso senza di lui. Emanuele è stato un grande animatore del nostro Partito, ricoprendo incarichi di prestigio. Un uomo che ha dedicato tutto se stesso alla comunità socialista e al quale va il pensiero di tutti noi. Nel corso delle assemblee ho incontrato tantissimi compagni, ho ritrovato un partito vivo e desideroso di esserci. Ho ascoltato analisi e interventi interessanti, anche da parte dei compagni che non hanno sostenuto questa mozione. Mi avete rincuorato, mi avete fatto sentire a casa, ovunque mi trovassi… (Continua)

La mozione ‘Identità socialista per cambiare davvero’ è stata invece presentata dal candidato alla segreteria Luigi Iorio che ha ringraziato tutti e ha richiamato l’urgenza di un cambiamento.

“Credo che abbiamo fatto bene ad insistere perché si celebrasse questo congresso, che volevamo in tempi ancora più rapidi.
‘Rinnovarsi o perire’ diceva Pietro Nenni.
Non è mai stato tanto vero come per il PSI oggi.
Il senso della iniziativa che abbiamo voluto prendere, presentando una mozione alternativa a quella del segretario uscente con tanti compagni della mia generazione, ma anche delle precedenti e delle successive è esattamente questo… (Continua)

Dopo le relazioni dei due candidati alla Segreteria Nazionale del PSI, è intervenuto il segretario uscente Riccardo Nencini.

“In dieci anni- ha detto Nencini- è cambiato il mondo, sono un eternità. Nel 2008 l’Italia era all’inizio di un periodo di difficoltà economica. Siamo passati dal bipolarismo con un Pd a vocazione  maggioritaria e il partito di Berlusconi ad un inedito tripolarismo destinato a nuove acrobazie.
Non è rimasto niente dei due attori protagonisti di quel bipolarismo e di quel tempo. Occorre aggiornare il canone di lettura della realtà…. (Continua)

Arturo Scotto
Siamo a un passaggio difficile per la democrazia italiana. Questa destra è destinata a durare. Non illudiamoci. Il ciclo politico che si apre è più lungo del ciclo di governo. Si è mangiata la destra liberale; mangiata da una destra della protezione. E la sinistra si trova oggi stretta tra due destre. Tuttavia dire che il socialismo è morto è un sbaglio storico. Basta vedere cosa succede in Usa. Eppure se siamo qui a vedere la destra che incombe, un medioevo che mette in discussione l’autonomia delle donne. Se siamo qui occorre dire con franchezza che qualche responsabilità la abbiamo anche noi. Facciamo ora una battaglia insieme come socialisti europei: in un paese come l’Italia non si può lavorare a meno di 9 euro l’ora, è battaglia per la parità salariale. Poi serve una battaglia forte per un grande piano verde per gli investimenti.

I prossimi mesi saranno decisivi: il centrosinistra è un po’ come la mia squadra di calcio. Giochiamo bene ma giochiamo per il secondo posto. Tutto quello che si mette in campo oggi non basta. Se vogliamo mettere le basi per battere la destra servono due sentimenti. Unità e discontinuità. Oggi i socialisti devono stare con il socialisti e i liberali con il liberali. Proviamo già da domani a costruire una piattaforma unitaria. Il turno amministrativo è importate; cominciamo da li a costruire liste unitarie socialiste per cambiare il nostro territorio.

Fabrizio Cicchitto
Condividendo alcune analisi sugli errori della sinistra sulla politica estera basta fare un passo indietro, dagli anni 30 fino agli anni del terrorismo rosso, più recentemente quello che è avvenuto nel 92/94 non ha radici nel sovranismo e populismo. Non è avvenuto in nessun paese europeo che cinque partiti siano stati spazzati via dall’azione congiunta di un pool di magistrati. Tutti i partiti che facevano parte della prima repubblica si finanziavano allo stesso modo. Voglio ricordare che molti sono andati con Berlusconi per non finire con un Governo giustizialista.

Per questo ho i brividi quando sento dal Pd aperture verso Mov Cinque Stelle che hanno come Guardasigilli un seguace di Davigo. Dopo il bombardamento del 92/94 noi non ci siamo salvati e gli unici a restarci accanto sono stati i radicali di Marco Pannella.

E’ il momento di “Fare di necessità virtù”,  per questo “La rosa nel pugno”, ovvero il rapporto tra socialisti e radicali è una battaglia che può portare al futuro.

Stefania Craxi
Bettino Craxi ha pagato con la morte e la tragedia dell’esilio, i postcomunisti  ci hanno regalato il giustizialismo, la demagogia e il moralismo. Ci hanno regalato il declino di un Paese, aprendo la strada al governo dei populisti.

Nell’Ue, è prevalsa la tecnocrazia europea, tutte le famiglie politiche hanno perso idealità. La crisi greca del 2008 è uno spartiacque nella storia della Ue. Il nemico sono i populisti ma si rischia di scambiare il sintomo con la malattia. Sbaglia chi pensa di risolvere cosi i problemi.

La globalizzazione è stato presentata come un processo democratico che prevedeva la fine della sovranità e la crisi dei parlamenti. Occorre non contrapporre sovranisti ed europeisti. Esistono soggetti che si ostinano a non volere accettare che la maggioranza si piega alle volontà del mercato. Nel nostro paese occorre ristabilire primato ed autonomia alla politica. La risposta alla crisi delle democrazie rappresentative passa dalla costruzione di una autentica democrazia europea. Ce il rischio di un bipolarismo guidato da forze estreme.
Il prossimo gennaio 2020, ricorrono i venti anni della scomparsa di Bettino Craxi, l’ultimo grande leader socialista. Lancio un appello ai “mille garibaldini” per andare insieme ad Hammamet. Un anno ricco di eventi ed iniziative in cui ci troveremo insieme tante volte. Siamo di fronte ad una profonda crisi della democrazia, della civiltà e dei valori. Abbiamo il dovere di restituire alla politica la forza della critica e della ragione. Come sosteneva Craxi, occorre un profondo rinnovamento politico, culturale e morale.

La registrazione integrale di Radio Radicale della prima giornata del Congresso

 

 

Sono intervenuti: Frans Timmermans (primo vice presidente della Commissione Europea), Pia Locatelli (membro della presidenza del PSE), Enzo Maraio (candidato alla segreteria del Partito Socialista Italiano), Luigi Iorio (candidato alla segreteria del Partito Socialista Italiano), Riccardo Nencini (segretario nazionale del Partito Socialista Italiano), Arturo Scotto (vice coordinatore nazionale di Articolo Uno – Mdp), Fabrizio Cicchitto (presidente della Fondazione Riformismo & Libertà), Stefania Craxi (presidente onorario della Fondazione Bettino Craxi), Luis Ayala (segretario generale dell’Internazionale Socialista).

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply