venerdì, 23 Ottobre, 2020

LIBERTÀ E IDENTITÀ

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Il dibattito sui migranti ci accompagnerà a lungo. Ne sentiremo e ne leggeremo delle belle. Allora conviene fissare alcuni punti di principio, invalicabili, indispensabili per trattare le questioni all’ordine del giorno.

1. Profughi e clandestini sono soggetti a disposizioni differenti: i primi vanno accolti, i secondi ricondotti alla loro patria d’origine. Chi resta deve essere inserito nelle comunità locali e per integrarsi non c’è di meglio che svolgere un’attività a servizio della comunità che ci ospita. Lo proponemmo un anno fa, proprio nell’agosto del 2015: favorire l’inserimento attraverso servizi socialmente utili – manutenere un giardino pubblico, tenere pulita la sponda di un fiume, etc…Il progetto venne sposato da diversi sindaci socialisti, da Aulla a Città di Castello. Finalmente il prefetto Morcone, a capo del Dipartimento Immigrazione, fa sua la nostra proposta. Ottimo. Mi aspetto che anche i sindaci di Capalbio e dell’Abetone la condividano. Ci sono strade, fiumi e giardini da curare anche lì.

2. In Francia, dopo il burqa, ci si appresta a mettere fuori legge anche i ‘burkini’, i costumi da bagno indossati da molte donne musulmane. Eccesso di ideologia, soprassalto di laicismo repubblicano? Forse, ma resta un problema. Il burqa copre interamente, con il corpo, anche il volto di una donna. Domando: non esistono problemi legati alla sicurezza? Se si, l’abbigliamento religioso non può costituire un’eccezione. La Legge Reale (1975) vieta la copertura del volto non per ragioni di fede religiosa ma per motivi legati alla sicurezza. È ancora in vigore? In Germania, tra le misure antiterrorismo allo studio, hanno inserito anche la messa al bando del burqa. In Inghilterra non esiste divieto ma sono le scuole a stabilire se le studentesse possano o meno indossare burqa o niqab. E noi?

3. Last but not least. “A chiusure xenofobe si affiancano timorose cautele e quasi complessi di colpa o ansie di dimostrarsi politicamente ipercorretti che rivelano un inconscio pregiudizio razziale altrettanto inaccettabile…Le pudibonde cautele rivelano la negazione della pari dignità delle culture camuffata da buonismo”. Mi sono affidato a un insospettabile Claudio Magris per sottolineare come buonismo e multiculturalismo del ‘fai come ti pare’ abbiano generato un inaccettabile relativismo che si manifesta financo nella Venere Capitolina inscatolata per non turbare la sensibilità del leader iraniano. Risultato: rinunciamo alla nostra identità di libertà e uguaglianza per essere considerati alla stregua di burro fuso.
Strada sbagliata, strada da cambiare. L’ospitalità deve fondarsi sul rispetto, sulla legge, sulla condivisione di valori universali.

Riccardo Nencini

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