domenica, 27 Settembre, 2020

Libertà e partecipazione

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Domenica 6 e lunedi 7 maggio molte città italiane sono chiamate al voto per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione dei Sindaci. Queste amministrative arrivano in uno dei momenti più difficili per la politica italiana e per un Paese la cui crisi non accenna minimamente a regredire. L’antipolitica, la rabbia, le difficoltà quotidiane, lo squallore che i “puri” della seconda repubblica hanno dimostrato, hanno completamente cancellato ogni traccia di fiducia dei cittadini verso le istituzioni ed i loro rappresentanti. La tecnocrazia spinta a cui siamo giunti è la prima dimostrazione del fallimento della politica, ma oggi a sua volta, sta sempre più dimostrando l’incapacità di tutela del bene comune, della gestione della cosa pubblica e l’insieme dei limiti che l’azione di governo sta ponendo in essere.  
Tutto ciò però non può e non deve rappresentare motivo di resa. Non si può e non si deve lasciare il Paese in mano a demagoghi di basso tenore, e non si può nè si deve affidare ad altri l’unico mezzo realmente democratico di cui disponiamo: il diritto di scelta tramite il voto. Giorgio Gaber dice “la libertà non è star sopra un albero”, non è dunque stare da una parte a guardare sperando che qualcuno si muova al posto nostro, ma “la libertà è partecipazione”.
Partecipazione nella vita politica, istituzionale, come elettorato attivo e passivo, è gridare per cambiare le cose e non tacere aspettando che cambino da sole. Proprio la rabbia deve spingere ad andare a votare. La partecipazione è l’unico mezzo che abbiamo, mi auguro che i cittadini lo usino come arma di libertà.
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