domenica, 15 Settembre, 2019

Libia fuori controllo. Sale a oltre 1100 il numero delle vittime

0

In Libia la confusione aumenta e purtroppo anche il numero delle vittime. Sono già oltre 1100 i morti dall’inizio del conflitto che vede le truppe del generale Haftar tentare di spodestare il governo Sarraj che ancora a fatica controlla Tripoli e che è riconosciuto dall’Europa. Si alternano, spesso a puro titolo propagandistico, notizie e comunicati contrapposti di vittorie e conquiste di territorio ma la realtà sembra essere quella di un impasse che attualmente non permette la netta supremazia di un esercito sull’altro.

In questa situazione, che vede per il momento falliti i tentativi di mediazione internazionale di cessate il fuoco, due sono gli elementi di novità che hanno condizionato l’attenzione su questo scenario di guerra. Il primo è stato il bombardamento del campo migranti di Tajoura, alle porte di Tripoli che ha causato la morte per lo meno di 50 persone, a cui è seguito la fuga di altri trecento. Del fatto sono stati accusati gli aerei da combattimento degli Emirati Arabi alleati del generale Haftar. A questa tragedia si sono aggiunte le dichiarazioni di Sarraj che masso in guardia i Paesi europei sul fatto di non poter più garantire l’esistenza di questi campi, indispensabili per impedire la partenza e l’arrivo dei migranti soprattutto sulle coste italiane causando l’evidente preoccupazione del nostro Governo.

Gli Emirati Arabi da tempo forniscono aiuti militari al generale Haftar insieme all’Egitto, mentre Sarray può vantare l’appoggio del Presidente turco Erdogan, inseritosi nelle diatribe tra sciiti e sunniti e alla ricerca di solidarietà europea dopo le difficoltà interne determinate dalla recente sconfitta elettorale a Istambul. Il secondo elemento che, per il momento rappresenta ancora una evenienza inspiegabile, è il rinvenimento di quattro missili americani ma di proprietà francese Javelin nella città di Gharyan a sud di Tripoli, appena abbandonata dalle truppe di Haftar. Questi missili di alta precisione o sono stati usati dai francesi nella missione contro il terrorismo libico nel 2015 e non si capisce come possano essere nelle mani di Haftar o sono ancora in forza alla Francia e non si comprende cosa ci facessero i francesi pochi giorni fa a pochi chilometri da Tripoli. E proprio vero che in Libia, al di la del conflitto locale, si sta giocando una partita molto più grande che, dopo l’eliminazione di Gheddafi, ha visto un progressivo alternarsi di interessi economici e politici internazionali.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply