venerdì, 23 Agosto, 2019

Libia, l’Italia ‘fuori’ dalla politica estera

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Nella guerra che oltre che civile è anche propagandistica in atto ormai in Libia, l’ultima dichiarazione del generale Haftar riguarda la volontà di conquistare Tripoli entro la prima settimana di maggio, cioè entro l’inizio del Ramadan. In realtà sul piano dei combattimenti si susseguono notizie contrastanti, che vedono sia un rinforzo dei bombardamenti con aumento di vittime e distruzioni, sia parziali riconquiste di terreno da parte dell’esercito del Governo di Al Serraj. Quello che è certo è l’aumento degli sfollati e il preoccupante esodo verso la Tunisia con il probabile tentativo di rifugio, attraverso il Mar Mediterraneo in Italia. Una tragedia che se la guerra in corso dovesse prolungarsi potrebbe assumere dimensioni enormi che, trattandosi di veri e propri rifugiati politici, non potrebbe essere sicuramente fermata o risolta con le chiusure dei porti più volte sostenute dal nostro Ministro dell’ Interno.
Ma è sul piano internazionale che vengono ulteriori preoccupazioni per il nostro Paese.L ‘ appoggio incondizionato che l’ Italia ha con il Governo Conte dato a Al Serraj, determinato sicuramente dalla presenza dei nostri interessi energetici e dal problema del controllo delle migrazioni, rischia di ritorcersi contro il nostro Paese dopo gli ultimi avvenimenti e soprattutto vede la posizione italiana indebolita . Oltre alla nota vicinanze francese alla parte di Haftar, già sostenuto da Egitto, Arabia Saudita, Emirati arabi e Turchia, la recente telefonata del Presidente americano Trump al generale che sta assediando Tripoli,ha costituito quasi un avallo all’ azione militare in corso ponendo seri problemi all’immobilismo che ha permeato finora tutta la politica estera del Governo italiano. In questo contesto mentre gli alleati degli Usa del Golfo sostengono anche finanziariamente Haftar noi rischiamo di isolarci pericolosamente pagando il prezzo di una mancanza di strategia e di una carenza di voce in capitolo sul piano internazionale.
Nella complicata situazione libica vi è inoltre da tener presente la richiesta di indipendenza di Misurata. Ufficialmente non schieratasi con nessuno dei due contendenti, protetta dal Qatar,rappresenta sua dal punto di vista geopolitico (è nota la sua vicinanza ai Fratelli Musulmani) sua dal punto di vista militare (conta un esercito di circa 40.000 uomini) una realtà sicuramente non trascurabile nel conflitto in corso e probabilmente determinante per il successo di una delle due parti. È probabile che il suo appoggio lo otterrà chi meglio tra Haftar e Al Serraj saprà promettere e garantire alla città e al suo territorio una autonomia amministrativa e politica da tempo auspicata.

Alessandro Perelli

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