venerdì, 23 Agosto, 2019

Libia, l’Onu chiede una sponda all’Italia, Il Cairo risponde

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La questione libica alla fine è esplosa e l’Italia si è ritrovata impreparata di fronte a un Paese che più volte ha chiesto soccorso all’Italia in questi anni di scontri. Oggi mentre gli uomini del generale Haftar sono stati respinti per oltre 60 km a sud ovest della capitale, Tripoli, a Roma l’inviato Onu per la Libia Ghassan Salamé chiede supporto agli italiani. “I libici sono divisi e sarebbe stato auspicabile una comunità internazionale più unita”, dice l’inviato. Secondo Salamé, inoltre, “una de-escalation della situazione è sempre possibile”, ma per raggiungere questo obiettivo è necessario “impedire l’arrivo di nuovi armamenti a queste milizie e dobbiamo evitare che ci siano ingerenza dirette di alcuni Paesi in Libia”.
Poche ore fa la riunione a Il Cairo, il vertice della troika dell’Unione africana, convocato dal presidente egiziano al-Sisi, per affrontare le crisi in Libia e Sudan.
Il presidente egiziano Al Sisi, capo di turno dell’Unione africana, ha detto: “Affermare il concetto di ‘soluzioni africane ai problemi africani’ è l’unico modo per affrontare sfide comuni”.
“Oggi – ha detto Sisi – chiediamo alla comunità internazionale di assumersi la piena responsabilità, senza eccezioni, di trovare una soluzione politica. Chiediamo all’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salame, di adempiere al suo dovere di riportare le parti a negoziati trasparenti che siano in accordo con il dibattito politico libico, in particolare attivando tutti i canali di comunicazione con tutti i principali partiti libici, senza eccezioni e in maniera equidistante”.
Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, nel corso di una conferenza stampa congiunta alla Farnesina con l’inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé ha fatto sapere delle sue preoccupazioni sugli sbarchi dei profughi provenienti dalla Libia.
“Nei giorni scorsi ho scritto alle autorità europee per chiedere che si tenga pronta l’iniziativa europea se ci saranno flussi di profughi dalla Libia, è una questione che va affrontata a livello europeo”, ha detto il capo della Farnesina.

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