sabato, 4 Luglio, 2020

Libia, Malta non restituisce i mld russi per Haftar

0

Continua la guerra civile in Libia senza novità sostanziali sul piano militare ma con un aumento di vittime e di distruzioni e con il coinvolgimento diretto o indiretto delle grandi potenze. Dopo l’intervento ufficiale della Turchia che ha inviato soldati e armamenti in aiuto al Governo legittimo di Serraj e che ha riempito di navi grossi spazi del Mediterraneo proprio in virtù dell’accordo siglato con lo stesso, Russia e Stati uniti hanno fatto sentire la loro presenza pur negando un coinvolgimento diretto. Sul territorio controllato da Haftar sono arrivati 14 Mig, aerei da combattimento di grande tecnologia. Putin ha negato il loro invio e in effetti sono giunti con le insegne dell’aviazione siriana ma tecnici e piloti necessari al loro utilizzo sono russi, gli unici in grado di condurli e assisterli con la necessaria specializzazione. Ha suscitato giustamente clamore l’episodio che ha visto Malta sequestrare l’equivalente di 1,1 miliardi di dollari in dinari libici stampati da una società russa e caricati su una portacontainer e destinati al generale Haftar. Il sequestro avvenuto su segnalazione dei servizi segreti americani è stato contestato da Mosca perché ritenuto illegale in quanto la società stampatrice aveva il placet dalla Banca centrale libica di Tobruk. Malta comunque ha negato la restituzione. Dal canto suo Trump, attraverso l’Africom, il comando militare del Pentagono che segue le attività su quel continente, potrebbe inviare una brigata di assistenza in Tunisia proprio come contromossa all’arrivo dei Mig in Cirenaica e come possibile interposizione tra Russia e Turchia. Nonostante il disimpegno americano dopo lo spodestamento di Gheddafi questa mossa rischierebbe di creare in Libia lo stesso scenario già visto in Siria. Ma la notizia delle ultime ore riguarda la probabile riapertura su iniziativa dell’ONU, dei negoziati tra le parti sospesi nel febbraio scorso a Ginevra. Sia Serraj che Haftar si sono dichiarati disponibili a riaprire la trattativa per il cessate il fuoco anche perché sul piano degli scontri militari si susseguono notizie contrastanti ma che non segnano il prevalere di nessuna delle due parti e la pressione diplomatica per la riapertura del dialogo si è fatta sempre più forte. I rappresentanti dell’esercito di liberazione nazionale di Haftar (Lna) e quelli delle truppe del Governo libico di Serraj (Gna), dovrebbero incontrarsi in videochiamata per le restrizioni ancora presenti per il coronavirus. Ma nonostante il rinnovato interesse americano pare che un eventuale nuovo accordo per il cessate il fuoco non possa prescindere da una sostanziale spartizione territoriale di influenza tra Russia e Turchia che sul territorio libico si giocano pesanti interessi strategici ed economici.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply