lunedì, 14 Ottobre, 2019

Libia, Roma in mezzo al conflitto ma non si schiera

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Non si ferma la guerra civile in Libia e tutti gli appelli susseguitisi per la cessazione dei combattimenti sono inascoltati dalle parti in lotta. Il generale Haftar continua a accerchiare Tripoli e a bombardare le periferie eseguendo raid aerei contro l’aeroporto della capitale e quello di Misurata, dove vi sono 300 militari italiani a difesa di un ospedale da campo. Il numero delle vittime civili è in continuo aumento e non si intravede alcuna possibilità di un cessate il fuoco. L’Europa ufficialmente è schierata a favore del Governo di Serraj ma in campo internazionale la confusione è enorme soprattutto dopo la recente telefonata di Trump ad Haftar che non ha portato a risultati significativi per la composizione delle ostilità ma paradossalmente è servita ad Haftar per aumentare la sua credibilità. Le due parti poi utilizzano ormai costantemente la propaganda come arma ulteriore. Così le incursioni aeree e terresti su Tripoli vengono ingigantite ad arte da Haftar che parla di “resa vicina della capitale”, mentre un recente attentato terroristico che ha causato morti civili a Bengasi, viene presentato da Serraj come un chiaro segno di debolezza delle truppe di Haftar che controllano la città. Quello che è certo è che anche il mondo arabo è diviso e partecipa finanziariamente ma anche con armi e mercenari alle fortune militari dell’uno e dell’altro. In questa situazione l’incontro di mercoledì 18 a Roma tra il Premier italiano Conte e quello libico Serraj non è servito a chiarire, come era nelle aspettative del Premier libico, quale sia la scelta di campo del Governo italiano sul conflitto in atto. Conte, che alcuni mesi fa, ha ricevuto da Trump la supervisione del dossier Libia ha chiaramente manifestato la volontà del nostro Paese per una rapida cessazione della guerra civile in atto ma non ha risposto positivamente alla richiesta di un aiuto militare da parte di Serraj.
Nello stesso giorno a Roma era presente il Presidente francese Macron che ha incontrato Conte ma non vi è stato un incontro tra i tre, segno evidente dell’incertezza che regna a livello internazionale Di Libia Conte e Macron hanno parlato solo per il problema della migrazioni ribadendo l’impegno a sostenere gli sforzi della guardia costiera libica e impegnandosi per una redistribuzione dei richiedenti asilo. Ma gli ultimi dati sugli arrivi dei migranti dalla Libia sulle coste italiane parlano di un deciso aumento negli ultimi mesi dopo che l’azione dell’ex Ministro Minniti aveva portato a una sostanziale riduzione.

Alessandro Perelli

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