sabato, 20 Luglio, 2019

Libra, nuova pericolosa moneta digitale senza regole

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Un’altra preoccupante notizia monetaria sta facendo il giro del mondo. Si tratta di Libra, la valuta digitale con cui Facebook si prepara a entrare nel mondo della finanza. Simile al Bitcoin, la moneta elettronica ideata dal colosso dei social si basa anch’essa sulla tecnologia blockchain, ma è pensata per essere scambiata senza fluttuazioni dei prezzi: sarebbe stata concepita come una stablecoin interamente coperta da un fondo di riserva costituito da diverse valute.

I dettagli sono stati illustrati all’agenzia Dpa da David Marcus, ex presidente di Paypal, quindi passato a Messenger e oggi responsabile di Calibra, la sussidiaria di Facebook che avrà il compito di gestire i portafogli (disponibili su Messenger, WhatsApp e come singola app) e lanciare i servizi informatici e finanziari legati al progetto Libra. Calibra non offrirà a Facebook l’accesso ai dati delle transazioni mentre, inizialmente, il sistema sarà utilizzato principalmente per i trasferimenti tra diverse valute.

Annunciando le prospettive del servizio Calibra, Marcus ha spiegato che l’obiettivo è di
permettere di inviare denaro digitale a tutti attraverso uno smartphone, a basso costo e con la stessa facilità e rapidità con cui si invia un messaggio di testo per poi giungere a pagare le bollette semplicemente schiacciando un pulsante, acquistare una tazza di caffè scansionando un codice o gestire il trasporto pubblico locale senza la necessità di portare contanti. Il target di lungo termine, conferma Marcus, è rendere Libra un mezzo di pagamento a tutti gli effetti.
Per raggiungere questo obiettivo, Facebook ha forgiato un’alleanza: la Libra Association, con sede a Ginevra, in Svizzera. Tra i suoi attuali 28 membri ci sono i nomi più importanti dell’economia ‘digitale’ dai fornitori di servizi finanziari Visa, Mastercard e Paypal, a un colosso delle tlc come Vodafone, dalla piattaforma di aste online Ebay e quella di viaggio Booking.com, oltre all’app di streaming musicale Spotify e le compagnie Uber e Lyft.

Tutti gruppi con un valore di mercato di almeno 1 miliardo di dollari o più di 20 milioni di clienti e che hanno accettato di investire almeno 10 milioni di dollari nel progetto. Grazie alla presenza di questi partner importanti, il social non avrà il controllo finanziario della valuta: ogni membro della Association potrà avere al massimo un voto o una quota dell’1% del totale. Facebook spera che l’associazione abbia più di 100 membri al momento del lancio della valuta previsto per il 2020. A differenza di Bitcoin, Libra non è una valuta generata dagli utenti ma dovrà essere acquistata dai membri dell’associazione o dalle piattaforme di trading (si darebbe moneta buona per avere in cambio moneta cattiva).

Secondo Marcus, le possibilità offerte da Libra saranno più evidenti nelle economie in cui la valuta nazionale subisce una forte inflazione e dove non si ha accesso ai servizi finanziari. Fra i target, 1,7 miliardi di persone sprovviste di conti bancari ma che utilizzano uno smartphone. Nel panorama dei paesi in cui la moneta digitale di Facebook sbarcherà spicca l’assenza della Cina, che ha maturato un approccio più rigido alle criptovalute e dove esistono già sistemi di pagamento legate alle piattaforme locali.

Commentando il varo di Libra, Yoni Assia, CEO e cofondatore di e-Toro, Piattaforma di Trading social con un focus anche sulle Criptovalute, riconosce come con 2 miliardi di utenti, Facebook ha il potenziale di creare una delle maggiori piattaforme finanziarie al mondo. L’adozione di criptovalute è molto di più di una faccenda monetaria. Riguarda la politica locale e globale e la separazione tra stato e moneta. Uno strumento potentissimo.
L’imprenditore israeliano ha aggiunto: “Libra può significare maggior inclusione finanziaria e accesso diffuso all’economia digitale. La cripto-rivoluzione ha innescato l’era della moneta non governativa: moneta basata sulla tecnologia e non più sulla fiducia nei governi. Con oltre 2,5 miliardi di persone non bancabili nel mondo, e la maggior parte della popolazione mondiale che utilizza monete locali poco efficienti, questa è un’enorme opportunità tecnologica per connettere miliardi di persone in un’unica economia attraverso una valuta alimentata dalla tecnologia”.

Ma questo significherebbe esautorare gli Stati della sovranità monetaria. A questo punto verrebbero messe in discussione tutte le impalcature dei principi democratici che regolano le moderne democrazie, oppure sarebbero oggetto di alterità.
Se Libra apparentemente fornirebbe maggiori garanzie rispetto alle altre cripto valute, sfuggirebbe comunque al controllo di qualsiasi autorità monetaria. Ma, ci sarebbe anche un altro problema non di poco conto: la sostituzione delle monete ufficiali con una moneta complementare emessa da singoli privati. Il risultato estremo sarebbe il dominio assoluto dell’economia nelle mani di un privato: è molto preoccupante.

Salvatore Rondello

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