sabato, 14 Dicembre, 2019

L’Ilva commissariata dal governo. Il ministro: «L’azienda ha disatteso le disposizioni»

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Ilva-Riva«Il sequestro preventivo della magistratura di Taranto sulla holding che controlla l’Ilva determina oggettivamente l’esigenza di considerare un intervento normativo diretto per assicurare la continuità del processo produttivo e gli interventi di bonifica a garanzia della salute dei cittadini». Dopo la disposizione della magistratura, dunque, il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ha annunciato nell’Aula della Camera il commissariamento delle acciaierie Ilva di Taranto: «Nel primo pomeriggio il Governo adotterà un decreto che sospende temporaneamente i poteri degli organi societari e nominerà un commissario per far convergere le risorse disponibili verso il risanamento e garantire la produzione». «La prosecuzione dell’attività industriale è la condizione preliminare e necessaria per investimenti di risanamento ambientale» spiega Zanonato. Il ministro dello Sviluppo economico ha precisato che al termine del commissariamento, definito «una fase di gestione eccezionale e straordinaria», «potranno essere ricostituiti gli ordinari organi di amministrazione, restituendo alla proprietà il pieno controllo dell’azienda, delle risorse economiche residue ove esistenti».

IL MINISTRO, «SE CHIUDE L’ILVA E’ UN DISASTRO» – Un’eventuale chiusura dell’Ilva di Taranto «avrebbe un impatto economico negativo per 8 miliardi di euro annui». Così Zanonato ha commentato di fronte alla Camera le conseguenze di un’eventuale chiusura dello stabilimento. Tuttavia, ha aggiunto spiegando i motivi che hanno portato alla decisione di procedere con un commissario a tempo, «gli investimenti pur realizzati in questi anni non sono stati sufficienti a riequilibrare il rapporto tra produzione, salute e ambiente», visto che «molte disposizioni sono state totalmente o parzialmente disattese dall’azienda».

IL GIGANTE DELL’ACCIAIO – Una produzione da 10 milioni di tonnellate, il 40% della produzione nazionale. Per i laminati piani l’Ilva copre il 60% della domanda nazionale, con «comparti strategici» come elettrodomestici, cantieristica, auto e meccanica. Sono i numeri elencati dal ministro Zanonato durante l’informativa del Governo alla Camera dove si è ricordato come il numero degli impiegati ammonti a 15 mila “diretti” e 9.200 dell’indotto. Sciorinando dati su dati, Zanonato elenca i punti di forza della produzione ovvero il ciclo integrato per la produzione di laminati piani: l’approvvigionamento tramite navi anche di grande stazza dal Sud America e Sud Africa, la possibilità di stoccaggi. «Siamo altresì consapevoli – ha aggiunto – di quanto sia difficile che il risanamento venga condotto con la necessaria convinzione, con impegno e celermente, da chi ha determinato l’allarme ambientale di cui stiamo discutendo e che mette a rischio tante persone».

NICHI VENDOLA, ESTROMETTTERE I RIVA – «Vogliamo davvero estromettere la famiglia Riva dalla vicenda dell’Ilva di Taranto. Dal governo mi aspetto il commissariamento straordinario, l’estromissione della famiglia Riva e la possibilità di attingere ai salvadanai della famiglia Riva anche per finanziare importanti attività di bonifiche». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola oggi a Bari a margine del vertice sull’Ilva con le istituzioni e le realtà sociali pugliesi. «Alla luce dell’ultimo decreto di sequestro – ha spiegato – ho detto a tutte le autorità di governo di smetterla di immaginare che si tratti di andare alla guerra con i giudici o di sottrargli con qualche arzigogolo normativo la competenza su questa materia. È giunto invece il momento», conclude Vendola, «nel quale tutta la politica e tutte le articolazioni dello Stato prendano atto dell’accaduto e cambiano l’approccio al problema Ilva. Per salvare l’Ilva bisogna rispettare due condizioni: l’esercizio della vita di fabbrica deve essere condizionato al pieno diritto alla salute e bisogna cacciare via i Riva».

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