domenica, 21 Aprile, 2019

L’industria ed i cambiamenti climatici

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Il 15 marzo sciopero generale mondiale contro i cambiamenti climatici grazie all’iniziativa presa da Greta Thumberg la giovinetta svedese che da sei mesi ogni venerdì protesta contro i cambiamenti climatici perché ormai è troppo tardi e nessuno fa nulla ed allora sono scesi in strada i giovanissimi studenti chiedendosi, cosa diremo ai nostri figli quando ormai non c’è più tempo per fermare i disastri climatici che sconvolgeranno il nostro pianeta?

Questa fanciulla è stata proposta giustamente da un gruppo di deputati finlandesi per il premio nobel Ma io mi pongo qualche quesito e vi invito a rifletterci sopra. La sinistra e la classe operaia mondiale aspettavano la fanciulla svedese per muoversi su questo tema ? Che come è evidente investe il modo di produrre e di vivere delle nostre società.? Mi chiedo inoltre le associazioni imprenditoriali possono di fronte ad un tema così impegnativo restare indifferenti ? L’unico con l’enciclica” laudati sii” che ha affrontato il tema con lungimiranza è stato papa Francesco dopo la conferenza di Parigi da cui oggi gli Usa ed altri paesi prendono le distanze La storia ci dice che negli anni 1950 del secolo scorso fu lasciata cadere l’iniziativa di

Adriano Olivetti per una fabbrica sociale e per il territorio pensiamo se quel modello fosse stato seguito ed avesse preso campo cosa poteva essere oggi la nostra industria, visto che nonostante siano trascorsi 80 anni quel modello di impresa resta ancora oggi valido in questo paese di poeti scienziati e navigatori. Quando la sinistra parla di nuovo modello di sviluppo da dove ripartire se non da questi problemi: l’ambiente .il ruolo sociale dell’impresa, la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’economia.

Come contrastare la globalizzazione conciliando sicurezza e sviluppo Eppure ci sono segnali positivi nel mondo: l’incontro ancora una volta di papa Francesco a Dubai con i maggiori esponenti religiosi musulmani di tutto il mondo con un grande messaggio di incontro la prima ministra della Nuova Zelanda che parla con il velo alla nazione dopo la terribile strage di musulmani avvenuta nel suo paese ad opera di un suprematista bianco , l’elezione a sindaco di Danzica di un’esponente progressista donna dopo l’assassinio del suo predecessore sono tutti segnali di processi politici da rafforzare e su cui ricostruire un movimento progressista dato per morto e restato nel limbo per oltre un anno.

Si avvicina un ‘importante scadenza per l’Italia e L’Europa le elezioni del prossimo maggio nonostante l’elezione di Zingaretti a segretario del Pd nessuna illusione e nessuna scorciatoia Il tempo non è sufficiente per una adeguata rimonta. Per contrastare negli Italiani e negli europei l’idea sovranista ed antiimmigrazione impostando una decisa politica di sviluppo su un piano egualitario con l’Africa ( cosa fra l’altro che aveva capito Enrico Mattei negli anni cinquanta e che nessuna sinistra ha ripreso Dare forza all’Onu per indurre nei paesi del Terzo mondo processi di sviluppo civile ed economico, culturale non depredandoli delle proprie materie prime grazie alle loro dirigenze corrotte. Quale migliore occasione per l’idea socialista lo sviluppo di queste politiche collegandole storicamente ai principi ideali del sorgente socialismo del secolo scorso. Oggi più che mai è necessario una visione mondiale dell’idea socialista pur di combattere disuguaglianze e squilibri che i nostri giovani ci dicono che porteranno alla morte del nostro pianeta.

Rino Capezzuoli

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