martedì, 10 Dicembre, 2019

Leopardi, l’infinito e la giornata contro la violenza sulle donne

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Proseguono le iniziative della “Quadrarum Art Gallery”, nuovo polo culturale operante al Quadraro, in una zona di Roma da sempre povera di luoghi di aggregazione capaci di stimolare la creatività e l’amore per le arti figurative e la cultura in senso lato.

“Duecento anni d’Infinito- 1819. 2019”: questo il libro presentato ultimamente appunto alla “Quadrarum”, una raccolta di poesie opera di 47 Autori (Attigliano, Intermedia ed., 2019, €. 12,00, a cura di Cinzia Baldazzi e Maurizio Pochesci), centrata sull’universalità del messaggio culturale ed esistenziale di Giacomo Leopardi a 200 anni dalla composizione dell’ “Infinito”.La straordinaria lirica in cui l’uomo di Recanati celebrava sia la sua visione panteistica del mondo che la sua concezione preesistenzialistica della vita. Circa 60 poeti celebrano nel libro Leopardi, con una serie di componimenti variamente ispirati alle tematiche a lui care. Tra loro, nomi come Elvio Angeletti, Saveria Balbi, Donatella Calì, Nicola Foti, Mapi, e il giovane giornalista Andrea Lepone( già autore dell’altra raccotla di poesie “Riflessioni in chiaroscuro”, Roma.La Macina Onlusd ed.: pessimistico canto sul mondo che ricorda, a tratti, sia Ungaretti che Celine).

Ma la presentazione alla “Quadrarum” ha riguardato soprattutto i 14 artisti autori, recentemente, di opere (quadri, pittosculture, acrilici su tela, fotografie, opere in tecniche miste, alcune delle quali riprodotte nel libro citato) che in vario modo richiamano le atmosfere già care a Giacomo: come Mariarosaria Abbate, Donatella Calì, Luciano Fabrizio, Flavia Polverini, Luciana Zaccarini e altri. Opere esposte appunto nella galleria.

“L’Infinito”, uno degli “Idilli” poi pubblicati da Leopardi nel 1825- ’26, viene scritto nel 1819, un anno di grave crisi esistenziale nella vita del giovane poeta: che in quei mesi progetta anche una fuga da Recanati, per sottrarsi alla soffocante “cappa d’amore”, eccessivo, del padre Monaldo.. E’ un idillio dove, però, i motivi bucolico-agresti tipici di questa forma di componimento diventano occasione per una più ampia riflessione sul senso del tempo e della storia, e sul destino dell’uomo. Cinzia Baldazzi, saggista e critico letterario, ha precisato la collocazione di questa poesia nella complessiva opera leopardiana, e il confronto con scritti dal tema, in parte analogo, di altri autori, da Percy Bysshe Shelley a Simone Weil, dal siceliota Mosco da Siracusa (II sec. a. C.) ad Hermann Hesse (1919).

Leopardi scrive, negli anni Venti-Trenta dell’ 800, mentre le prime rivoluzioni liberali, dietro cui iniiziano ad avanzare anche le primissime istanze socialiste, infiammano l’ Europa della Restaurazione: col plauso di Napoleone, che dall’esilio a S. Elena fa in tempo a salutare quelle del ’20- ’21. Ma il giudizio di Leopardi, uomo strettamente legato al sensismo e materialismo illuministici, anche se certo non favorevole all’assolutismo, è fortemente scettico verso l’ardore spiritualista, già mazziniano, dei “Nuovi credenti” rivoluzionari. Queste posizioni scettiche e distaccate troveranno parziale correzione solo nel 1837, pochi mesi prima di morire: quando, negli ultimi versi de “La ginestra”, il poeta, nonostante il suo cosmico pessimismo, esprimerà fiducia nella capacità degli uomini onesti di unirsi per opporsi al male (concetto, al tempo stesso, illuminista, romantico e pretolstoiano).

Da Leopardi alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre: subito dopo la mostra dedicata al genio recanatese,,la “Quadrarum” ha inaugurato “Guerriere per sempre”: collettiva di pittura contemporanea volta a sensibilizzare il pubblico all’ urgenza di una riscossa civile contro la piaga della violenza, il piu’ delle volte omicida,contro l’ “altra metà del cielo”.(incoraggiante, la novità della manifestazione, su questi temi, organizzata settimane fa, a Piacenza, da solì uomini), Sino al 6 Dicembre, sono in mostra opere di artisti come Giovanna Bussandri, Donatella Calì, Federico Giannini, Maurizio Pochesci, Flavia Polverini.,Luciana Zaccarini: volte a evidenziare la necessità di un cambiamento anzitutto culturale della società, per iniziare a combattere seriamente questo fenomeno, che non riguarda solo l’ Italia,

Ben 900 femminicidi in Italia dal 2012 ad oggi, di cui piu’ di 150 nel Lazio e nella capitale e dintorni, con una donna uccisa ogni 72 ore. Sono i dati del Ministero della Giustizia, diffusi appunto il 25 novembre, Sono intervenuti, alla “Quadrarum”, anche rappresentanti del Centro antiviolenza “Marie Anne Erize”. presieduto dalla counselor e ricercatrice sociale Stefania Catallo (intitolato alla memoria di una giovane attivista argentina per i diritti umani, uccisa nella feroce repressione scatenata dal golpe del ’76 contro il governo di Isabelita Peron). Che, partito da un quartiere disagiato come Tor Bellamonaca, da anni opera nell’assistenza – psicologica, psicoterapeutica e per il reinserimento sociale – alle donne vittime di violenze fisiche e psicologiche (il più delle volte nell’ambiente familiare), con l’ausilio di professionisti che prestano la loro opera a titolo quasi di volontariato.
Sono seguite letture di poesie sul tema, e l’esibizione delle brave cantanti del Coro della “Sonamò Academy” di Giovanna Bussandri.

Fabrizio Federici

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