domenica, 17 Novembre, 2019

L’inno dei lavoratori

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Sono stati i giovani socialisti a cantarlo sul palco quando il loro segretario Enrico Pedrelli ha preso la parola al congresso nazionale del Psi. Era ora. Generalmente ai congressi del Psi, forse anche di LeU e non so se del Pd, si intona l’Internazionale. Quasi mai l’Inno dei lavoratori che tra tutti é quello più marcatamente socialista, visto che il testo é stato scritto proprio da Filippo Turati nel 1886, sei anni prima della fondazione del partito e proprio nell’anno in cui Camillo Prampolini lanciò La Giustizia, settimanale socialista di Reggio Emilia. Fu Costantino Lazzari a sollecitare Turati, entrambi aderenti al vecchio partito operaio e milanesi, e il giovane Filippo, all’epoca aveva solo 28 anni, compose le quartine di ottonari dell’inno musicato poi da Zenone Mattei, di Amelia, provincia di Terni. Il testo fu poi pubblicato sul giornale “La Farfalla” e subito dopo su “Il Fascio operaio”. La prima esecuzione doveva tenersi in occasione della manifestazione del 28 marzo del 1886 che fu però vietata dal governo Depretis e il suo debutto venne anticipato al giorno prima nel salone operaio in via Campo Lodigiano a Milano e venne eseguito dalla Corale Gaetano Donizetti. Bravi i giovani socialisti a riproporlo oggi. Quel “Noi vivremo del lavoro” anticipa l’ articolo uno della Costituzione italiana ed é quanto mai attuale.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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