domenica, 26 Maggio, 2019

L’Italia bloccata

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Tra gli anni 50 e 60 del XX secolo, in Italia si verificò quello che da molti viene considerato un vero miracolo economico, il cosiddetto boom economico. Tra il 1959 ed il 1962, i tassi di incremento del reddito raggiunsero valori da primato: il 6,4%, il 5,8%, il 6,8% e il 6,1% per ciascun anno analizzato. È bene ricordare questi valori alla vigilia di quello che a detta del Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sarà il periodo più florido degli ultimi cinquanta anni.

Le premesse sono incoraggianti. E sebbene l’opinione pubblica e la classe politica sembrino concentrati sul caso “Diciotti” e papà Renzi, tutto procede alla grande. A certificare i dati oggi ci sono anche strumenti incontrovertibili come le analisi costi-benefici!

Poco conta, infatti, se il Ministero delle Infrastrutture, nella figura del sottosegretario Dell’Orco, blocchi l’avvio dei cantieri della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo e quella della variante di Rubiera, un pezzo di autostrada di circa 25 km che il distretto della ceramica aspetta dagli anni Settanta per garantirsi competitività sui mercati internazionali su cui fa affidamento per l’85% del fatturato annuo. E poco importa se il costo di tale opera sarà pari a zero per la collettività visto che i 215 milioni di euro di contributo pubblico verranno tutti restituiti con il 5% di interesse. Ah già, la filiera della ceramica occupa 30mila addetti diretti fatturando oltre 6,5 miliardi di euro. E vabbè, direte voi, e l’analisi costi-benefici?

È dato del 19 febbraio quello che dice che l’industria italiana nel confronto annuo è scesa del 7,3% (erano dieci anni che non succedeva). Inoltre, l’Italia è maglia nera nella ricerca: nella intelligenza artificiale (AI) le aziende italiane investono ancora troppo poco, sebbene quelle che lo fanno registrino risultati molto soddisfacenti. Ed essendo un “percorso di adozione” lento quello delle AI, trattasi di complesso processo con evidenti difficoltà nel valutare i requisiti e l’analisi costi-benefici. Direte: vabbè, è colpa dei governi precedenti.

E pensare che Brad Smith, presidente di Microsoft, in visita in Italia solo pochi giorni fa, ha lanciato il progetto “Ambizione Italia”. Che bello slogan! Perché non ci ha pensato quelli della Casaleggio Associati? Ebbene secondo questo noto cittadino americano, l’AI produrrà nuovi posti di lavoro (si stimano 135.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020). Microsoft punta a coinvolgere entro il 2020 oltre 2 milioni di giovani, studenti, Neet e professionisti in tutta Italia, formando oltre 500.000 persone e certificando 50.000 professionisti per un investimento pari a 100 milioni di euro in attività di formazione e avvicinamento alle digital skills. E sì, perché secondo Smith il problema non è la tecnologia, bensì la mancanza di skills. L’Italia è uno dei Paesi con il più forte skills mismatch.

A proposito di skills mismatch, la Mckinsey ha lanciato in Italia a fine 2018 “Generation”, secondo Paese in Europa dopo la Spagna, un programma per ridurre questo mismatch coinvolgendo le aziende-partner con le quali già collabora per le strategie di business e nella stesura dei piani industriali. E non parliamo di bocconiani o luissini ma giovani tra i 18 e i 29 anni che verranno formati per ricoprire ruoli nel retail e nei centri commerciali. A breve partirà un analogo programma sulle professioni digitali.

Quindi, riassumendo: i “capitalisti”, i “poteri forti” stanno investendo in Italia nel sociale? Siamo al colmo. O forse nessuno si sta accorgendo che il mondo del lavoro è cambiato e la politica italiana è concentrata su come autodistruggere il Paese.

Se non fosse per la crisi a cui ci stiamo apprestando e per quella “puzza nera” che si comincia ad avvertire nell’aria, mi metterei a ridere.

A proposito: per celebrare il ventennale del regime fascista, Mussolini fece costruire Il palazzo della Civiltà Italiana, talora anche chiamato della Civiltà del Lavoro!

Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori

Insomma, un popolo di navigator e di sofisti dell’analisi costi-benefici.

Daniele Cocca
Segreteria FGS – Circolo FGS Carlo Alberto Rosselli di Roma

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