domenica, 25 Ottobre, 2020

L’Italia profonda non affonda ma lancia l’SOS!

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Chi l’ha tenuta a galla? Senza la stella-cometa dell’Europa perseguita dall’accoppiata Zingaretti-Conte, il flauto magico dei populisti-sovranisti ci avrebbe affossati e sepolti. Grazie allo scampato pericolo è bene interrogarci per quali inadempienze siamo arrivati sull’orlo del baratro? Non è detto ancora che la bomba a bordo del governo non disinnescata in tempo, potrebbe esplodere in autunno con la seconda ondata, questa volta abbattendosi anche sul sud, mettendo ancor più a nudo le disuguaglianze del Paese senza un intervento di emergenza che già dall’inizio del Corona virus andava messo in atto con gli unici fondi disponibili quelli del Mes.

 

E’ stata la grande occasione perduta da Conte per accreditarsi come guida non fortuita del Paese, premettendo l’interesse generale a quello della sopravvivenza del suo governo. Sotto il ricatto del M5stelle, l’unica risposta era il rimettere la decisione al Parlamento. D’ora in avanti questa deve diventare la stella polare del suo cammino istituzionale mettendo in guardia dal continuare con ricatti, rappresaglie, imboscate. Il titolo del presente articolo si addice in primo luogo alla vittoria PD in Toscana, saldamente ancorata alle radici popolari per risalire la china e senza ricorrere ad un deus ex machina com’è accaduto altrove. Da Zaia su tutti, a seguire De Luca, Emiliano e Toti, c’è un nuovo protagonismo a cui dare risposte programmatiche ed istituzionali appropriate per non incorrere in non sopite tentazioni secessioniste come in Catalogna, ferita ancora aperta con l’Europa colpevolmente assente.

 

Passato il pericolo l’appello al cambiamento di passo non è produttivo di effetti immediati per la semplice presa d’atto che è rivolto ad un governo azzoppato perché a sua volta composto da un azionista di maggioranza crudamente azzoppato, con effetti devastanti per tutta la coalizione. Ripeto che la bomba a bordo del governo è il grave ed imperdonabile ritardo nel ricorrere al Mes per rimediare ai gravi ritardi e disuguaglianze della struttura sanitaria accumulatesi con tagli continui nell’ultimo decennio.

 

Certo nessuno poteva prevedere la spallata del corona virus ma la regola aurea rimane: ad estremi pericoli estremi rimedi! Colpisce che nel PD non ci siano state iniziative adeguate che partissero dal basso, in modo trasversale a partire dalle regioni, per scelte tempestive come quella del ricorso al Mes prima che ci fosse la peraltro temuta seconda ondata.

 

Ed ancora per sottolineare la scarsa capacità di proposte tali da disarticolare gli oppositori interni ed esterni in nome del bene comune, sul robesperriano taglio dei parlamentari insistito nonostante il dimezzamento dei consensi secondo i sondaggi a cui andrebbe ad aggiungersi il taglio di un ulteriore 30%, da configurare come un vero e proprio fuoco amico. Ebbene una proposta onorevole “né vinti né vincitori”, messa sul tavolo parlamentare poteva essere quella di onorare la più volte proposta del taglio per essere in linea con l’Europa adottando la media europea dei paesi dall’entità demografica simile alla nostra. Un’omissione che la dice lunga sulla idoneità di tutta la classe dirigente di guardare fuori dal proprio orticello di guerra.

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