domenica, 5 Aprile, 2020

L’Italia va in pezzi ma si azzuffa sul fascismo

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Ad ogni elezione, sia essa politica o amministrativa, come nel caso delle prossime regionali in Emilia Romagna, inesorabilmente ecco riapparire, lucidato per l’occasione, l’armamentario del fascismo, razzismo, guerre puniche e tanto altro. Anche questa volta non fa eccezione visto che nella nostra comunità è tornato in ballo, con qualche mese di anticipo, il dibattito sul 25 Aprile. Peraltro non capisco di cosa dobbiamo disquisire visto che la ricorrenza è festa nazionale e pilastro fondante dell’Italia Repubblicana.

Il mondo si infiamma con scenari mondiali da far tremare i polsi, sia sotto il profilo di guerre sempre presenti in alcuni scenari del pianeta, sia sempre più spesso per colpa dei cambiamenti climatici a causa dei quali, quasi inermi, assistiamo ad incendi dalle dimensioni bibliche; ma noi italiani troviamo sempre il tempo per discutere animatamente, e con una stucchevole retorica, di argomenti consegnati alla storia.
Spero che i candidati della nostra Regione non si facciano coinvolgere da questi fuorvianti dibattiti e lascino il passo alle problematiche che viviamo. Certo, la liberazione non deve mai essere dimenticata, ci mancherebbe altro, ma neanche strumentalizzata ad orologeria.

Forse anche per questo c’è una gran parte di cittadini che, dismessi gli abiti delle ideologie Novecentesche, votano in base alle rispettive esigenze personali dell’oggi. Questa potente reminiscenza di populismo si alimenta anche di codeste zuffe verbali che dovrebbero infiammare solo gli animi degli uomini del secolo scorso.
Invece, ad osservare quanto accade pure in questa campagna elettorale, anche i più giovani si accapigliano su temi che hanno letto o ascoltato in casa ma non hanno mai vissuto.

Angelo Santoro

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