domenica, 27 Settembre, 2020

L’Italicum rinviato alla Corte Costituzionale

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Felice Besostri, Danilo Toninelli  e Giuseppe SarnoDopo la battaglia del Porcellum condotta con l’avvocato Aldo Bozzi, per Felice Carlo Besostri arriva un’altra battaglia, quella sull’Italicum. Un primo punto a favore arriva anche stavolta per il costituzionalista, il tribunale di Messina ha rinviato, infatti, la nuova legge elettorale alla Corte costituzionale. Sull’Italicum Besostri aveva infatti affermato: “L’iniziativa dei ricorsi non è mia, ma del Coordinamento. Se un’azione a difesa della Costituzione diventa motivo di esclusione questo non è un problema mio, ma di chi, sbagliando, ragiona in questo modo. Non sono un nemico del Pd, ma sono un amico della Costituzione”.
I giudici siciliani, come i colleghi togati di altri 17 capoluoghi, erano stati chiamati in causa dal gruppo avvocati anti-Italicum guidati da Felice Besostri e da Vincenzo Palumbo. Il Tribunale di Messina ha rinviato l’Italicum alla Corte costituzionale e il giudice ha fatto propri 6 dei 13 motivi di incostituzionalità della legge elettorale proposti dai ricorrenti, relativi in particolare al premio di maggioranza e alla mancanza di soglia minima per il ballottaggio.
Per cui il tribunale ha accolto i seguenti motivi di ricorso:
il terzo, ovvero il vulnus causato dalla legge elettorale al principio di rappresentanza territoriale; il quarto, il vulnus causato al principio di rappresentanza democratica (capilista bloccati); il quinto, mancata previsione di una soglia minima per accedere al ballottaggio; il sesto, l’impossibilità da parte dell’elettore di scegliere il deputato; il 12esimo (con riferimento al Consultellum che oggi sarebbe applicato all’elezione del Senato), l’irragionevolezza delle soglie di sbarramento di accesso al Senato (8% per i partiti, 20% delle coalizioni) quando il Senato ha la metà dei componenti della Camera; il13esimo, l’irragionevolezza di aver varato una legge elettorale per la sola Camera dei deputati quando oggi la Costituzione prevede il bicameralismo paritario tra Camera e Senato.

In caso di pronuncia di incostituzionalità, gli effetti della sentenza della Corte, come fu per il Porcellum, potranno condurre a votare secondo le regole del cosiddetto Consultellum (niente liste bloccate, niente premio di maggioranza senza soglia al ballottaggio). Viene quindi messo in discussione l`impianto derivante dal combinato disposto della riforma costituzionale in fase di approvazione e la legge elettorale ultrapremiale Italicum, nei termini denunciati dai cittadini ricorrenti in Sicilia e in tutta Italia dal gruppo di avvocati organizzati dall`Avv. Besostri.
“Spero che quello di Messina sia soltanto il primo”, ha detto Besostri, ad accogliere il ricorso tra i diversi tribunali presso i quali è stato depositato, e che magari alla fine la questione di costituzionalità giunga alla Consulta su tutte e 13 le obiezioni presentate.

Redazione Avanti!

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