venerdì, 22 Novembre, 2019

Livorno
Una nuova strategia per l’Italia e la Toscana secondo il PSI

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Alla presenza del Segretario Nazionale, Vincenzo Maraio, e del Segretario della Toscana, Angelo Zubbani,sabato 12 ottobre si sono riuniti i socialisti livornesi.
Il dibattito, introdotto da una relazione decisamente esaustiva e chiara del Segretario Provinciale, Aldo Repeti, si è aperto un dibattito approfondito e partecipato.
Molti i temi in discussione, l’uno concatenato all’altro, a cominciare dalla crisi di Governo agostana, fino ai giorni nostri, concludendo cioè con la tragica emergenza che tocca il popolo dei Curdi.

Certamente i socialisti, che sono in maggioranza nel governo del Paese, senza averne assunto responsabilitàdirette, quindi liberi di scegliere il voto in Parlamento ogni volta che si rende necessario e secondo il programma convenuto, auspicano e si adoperano per conseguire obiettivi fondamentali su lavoro, sociale e semplificazione della burocrazia.
Non ultima cosa, è operare perché il sistema elettorale si renda gestibile ed equilibrato, rispetto ad un votorecentemente espresso, che al momento si presenta come meramente demagogico.

Altra questione affrontata e rilevante è stata la creazione del Gruppo al Senato PSI-Italia Viva, che non solo ha consentito di dare casa alla consistente compagine di parlamentari in uscita dal PD, ma anche di riportare inParlamento il simbolo dei Socialisti Italiani, grazie al Senatore Riccardo Nencini.
Non si è trattato di un semplice evento burocratico, come taluno vuole sostenere, ma l’occasione per valutare nuove e possibili alleanze sul territorio nazionale, regionale e locale, da sperimentare eventualmente, sempre nell’ambito di coalizioni di centrosinistra, anche nelle elezioni a venire.

Sia Maraio che Zubbani hanno riconosciuto ai socialisti livornesi il merito di aver mantenuto un impegno politico di qualità in tutti questi anni, senza mai deflettere rispetto all’identità del PSI ed alla sua autonomia, avendo la capacità di legarsi a soggetti affini di volta in volta.
L’incontro si è concluso esprimendo dolore e commozione per la tragedia che ha colpito il popolo Curdo, per colpa di una azione atroce del dittatore Erdogan, tale ormai è diventato, con la complicità ignobile e strisciante del Presidente Trump. L’Europa ha dimostrato, ancora una volta, di non avere una politica estera, ma di essere, purtroppo, indifferente a tutto ciò che avviene fuori dai propri confini, lasciando agli Stati membri di coltivare i propri interessi particolari. Ma coloro che volevano cambiare l’Europa, perché ora tacciono? Sono amici del sovranista Erdogan?

I socialisti gridano la loro rabbia e indignazione e ravvisano che dopo la vergogna dei lager, dei gulag, oggi dei campi libici, tutto è concesso a chi non vuole i profughi, coloro che fuggono dalla guerra, dalle torture, dalla fame in casa propria.
Prima noi e poi gli altri, anzi gli altri se non esistono più ci semplificano la vita. C’è stato chi lo ha teorizzato il secolo scorso e sembrava che quei terribili misfatti non si dovessero più ripetere.

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