lunedì, 18 Febbraio, 2019

Lo spettacolo di Roberto Saviano al Teatro delle Muse

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Ancona – Dal 2006 è diventato famoso Roberto Saviano per il romanzo reportage “Gomorra”. La sua notorietà continua a crescere grazie alla denuncia della violenza incomprensibile della Camorra. Con l’ultimo successo letterario, edito da Feltrinelli nel 2016, “La paranza dei bambini” lo scrittore partenopeo è riuscito a catturare l’attenzione di un pubblico di giovani. Infatti, il tema centrale della sua opera è l’ attività illecita di un gruppo di ragazzi che vogliono governare Napoli. Gli adolescenti, che terrorizzano le piazze della città in cerca di soldi e potere, rischiano la loro vita. I fatti narrati sia nel romanzo, sia nel dramma sono il risultato di una inchiesta della DDN di Napoli, condotta da PM De Falco. Le indagini, che sono state condotte intorno ad un gruppo di camorristi, hanno scoperto i numerosi tentativi da parte de “I bambini della paranza” di impossessarsi della città. Il dramma, andato in scena, lo scorso 14 dicembre, al Teatro delle Muse, esclusiva regionale, è scritto da Roberto Saviano e di Mario Gelardi.

Il titolo realistico

La paranza è un termine marinaresco che è stato “conservato” dalla Camorra; tuttavia ha assunto un significato militare, la batteria di fuoco della paranza. In un’intervista televisiva di qualche tempo fa Saviano disse che il titolo del suo romanzo non è di finzione. Egli racconta la realtà di Napoli senza filtri. Sia per il romanzo sia per il testo teatrale Saviano ha scelto di non “condire” la storia. Egli ha scelto di portare a teatro “La paranza dei bambini” dallo scorso anno, incominciando dal Festival dei Due Mondi di Spoleto.

I ragazzi della paranza

Minorenni: dai dieci ai diciotto o vent’anni che si vogliono sostituire alla vecchia generazione di boss della Camorra perché credono che ci sia un vuoto di potere da parte dei clan. Così “I bambini della paranza” vogliono assumere il comando della città: gestiscono le piazze di spaccio di stupefacenti. Impongono estorsioni a tutti. Chi vuole lavorare nelle zone di Forciella o di Maddalena deve pagare loro la tassa. Napoli è un grande mercato che deve essere diviso in zone di potere sotto il controllo dei ragazzi del clan. Questi giovani credono che non sia possibile per loro un futuro dignitoso, perciò si giocano tutto in un istante: essi sono disposti a farsi uccidere; quindi, se si vuole essere stimati ed invidiati non rimane che giocarsi la vita per strada. Lo spiga uno degli attori, mentre si muove nervoso sul palco.

Il successo in poco tempo

La prima scena si apre con un gruppo di giovani che discutono sul guadagno facile: i soldi che si possono tirar su con un lavoro onesto sono pochi! Il territorio di Napoli può fruttare moltissimo alla Camorra: due giornate di lavoro corrispondono a quanto prende il padre di uno dei ragazzi “arruolati” dalla paranza.

Il cast

Riccardo Ciccarelli interpreta Nicolas Fiorillo è il capo della banda detta Marajà. Il ragazzo ha una famiglia che però non considera come dovrebbe. Il giovane cerca di eludere tutte le domande della madre che non compare perciò sulla scena. Possiamo ascoltare solo la sua voce. Il ragazzo desidera emergere dall’ambiente in cui vive, ma fino a quel momento non è riuscito perciò tenta quasi l’impossibile pur di rimanere a galla.

La storia del protagonista de “La paranza dei bambini” non è troppo diversa da quella raccontata da Dostoevskij nel romanzo “Delitti e castigo” in cui il protagonista Raskolnikov vuole un riscattare sociale perciò decide di uccidere. Egli proclama come Nicolas l’esigenza di una totale libertà per l’uomo superiore dalle norme della comune morale, fino ad uccidere. Gli attori, che si muovono in platea con delle torce accese ed urlano al pubblico seduto, simulano le stese, ossia azioni violente per terrorizzare le persone e far capire loro chi comanda. I movimenti degli attori in scena sono quasi come un post, ovvero rapidissimi. Ѐ la guerra: è il loro tempo e si deve combattere.

Carlo Geltrude, Vincenzo Antonucci e Mariano Coletti appartengono alla compagnia del Nuovo Teatro Sanità hanno interpretato i ragazzi del nostro tempo che possiamo vedere davanti al cellulare, al computer oppure alzare gli occhi per vedere un drone che si muove nell’aria grazie ad un telecomando. Intraprendenti e con una mentalità imprenditoriale, i ragazzi sono “costretti” a gestire azioni illecite. L’ambiente li ha condizionati a tal punto da scegliere la via dell’illegalità.

Napoli: una storia nella storia

Nella città si spara e si muore per lo spaccio di droga. I ragazzi della Camorra possono arrivare a guadagnare fino a diecimila euro al mese. Ѐ la storia raccontata nel romanzo che si intreccia con lo spettacolo teatrale, ma anche con la vicenda di un ragazzo napoletano di nome Emanuele Sibillo che è stato assegnato ad una comunità per scontare un piccolo reato. Emanuele Sibillo non riuscì a sfuggire ai tentacoli della malavita. E poco dopo essere uscito dalla comunità, egli ritorna nel giro della camorra. Il ragazzo ha dovuto fare i conti con il sistema. Ѐ stato ucciso nel luglio del 2015. Benché fosse minorenne, il ragazzo era latitante; era ricercato per associazione a delinquere per reati di stampo camorristico. Oggi, Emanuele Sibillo è venerato in tutta la città partenopea. Ѐ considerato il capo della paranza dei bambini. Paranza che viene dal mare: le barche che prendono i pesci dei bassi fondali.

Costume e scenografia

Gli abiti di scena sono ispirati al mondo dei giovani che vivono tutti i giorni nelle strade di Napoli. Jeans e felpe nere o grigie, i pantaloni strappati, maglie tagliate e tatuaggi sulle braccia sono un messaggio indiretto ma efferato che vogliono comunicare. Davanti a loro si deve avere paure; non si può discutere!

I colori della scenografia sono intensi blu e celesti; le due cromie rappresentano il mare che attrae i ragazzi verso la rete della Camorra. Essi indicano i diversi sistemi di potere della Camorra, ossia i gradi dell’organizzazione criminosa. I camorristi sono dei veri e propri imprenditori che però non lasciano scampo perché attirano nella trappola i bambini. Purtroppo la brama di potere e di ricchezza che li accecherà, come il rosso della luce sul fondo, li condurrà alla morte.

Andrea Carnevali

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