venerdì, 23 Ottobre, 2020

Lo zerbino Italia

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Mike Pompeo, nonostante il suo cognome ricordi i tempi eroici dell’antica Roma, pare si sia dimenticato dell’Italia. Ha telefonato a Mosca, all’Arabia Saudita, alla Cina, a Israele e ai principali governi europei, ma non a Di Maio. D’altronde bisogna comprenderlo. Uno che che lo chiama Ross mentre lui si chiama Mike non può essere degno di particolare attenzione. Il nostro ministro degli Esteri, accettato dal Pd dopo averlo detronizzato dalla vice presidenza del Consiglio (a me é parsa una promozione, dal momento che il ministero degli Esteri, carica ricoperta in passato dai maggiori leader politici, da Moro ad Andreotti, é quella più rilevante dell’esecutivo) ha rilasciato una dichiarazione criptica. Non si capisce se appoggi il gesto di Trump o se lo condanni. Provate a leggere: “L’Italia sostiene fortemente l’invito rivolto dall’Alto rappresentante Ue Josep Borrell a tutti gli attori coinvolti verso l’esercizio della massima moderazione e a mostrare responsabilità in questo momento”.

Ma che c’entra? Un conto sono gli auspici per il futuro e altro é il giudizio su quel che é accaduto. Di Maio non protesta per non essere stato consultato da Pompeo e non si azzarda a giudicare il gesto di Trump. Si augura moderazione e senso di responsabilità. Parole di circostanza che hanno poco a che vedere con la forza di un drone e le tombe che per l’Iran gli Usa devono preparare. Ma andiamo avanti. La Farnesina insiste e con la chiarezza d’idee che gli sono proprie il nostro sostiene: “La situazione é molto preoccupante. Nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de escalation e la stabilità”. Mi sembra un auspicio stile Monaco 1938. Quando tutti inneggiavano alla pace e stavano preparando la guerra. Solo che loro lo sapevano, mentre Di Maio nessuno l’ha avvertito. Neanche per telefono.

Sulla stessa lunghezza d’onda una dichiarazione del coraggioso Zingaretti. Statista di primo piano anche lui. Originale il suo auspicio: “Occorre un’iniziativa europea”. Meraviglioso. Manca l’aggettivo “forte”. Per rimarcarne l’esigenza. E poi: “ L’Italia dovrà farsi carico di far muovere l’Europa affinché torni la diplomazia”. Questo sì che é parlar chiaro. Soprattutto sull’obiettivo. Resta sullo sfondo una nuova dichiarazione di guerra di Di Battista che attacca Trump, ma in realtà Di Maio. Possibile che costoro buttino in caciara anche i più gravi conflitti del mondo? Poi ci lamentiamo perché non siamo stati consultati? Hanno fatto bene.

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Mauro Del Bue

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