venerdì, 4 Dicembre, 2020

Lobby, presentato il ddl del Psi. Nencini: “Pronti a stravolgere i vecchi criteri”

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Nencini-LobbyFare attività di lobby in Italia non sarà più un tabù, ma una realtà alla luce del sole, trasparente e legale, con tanto di norme dello Stato e un Registro dei portatori di interessi particolari. È questo l’obiettivo del segretario del Partito socialista italiano, Riccardo Nencini, primo firmatario del disegno di legge che disciplina la rappresentanza di interessi privati, depositato in Senato nei giorni scorsi e presentato oggi alla Camera dei deputati al fianco del professor Giuseppe Mazzei, presidente de “Il Chiostro”, la prima associazione nazionale dei responsabili di rapporti istituzionali, e del professor Gianluca Sgueo, docente di Isti­tu­zioni di Diritto dell’Unione europea.


NENCINI, ESERCITARE UN DIRITTO TRASPARENTE E LEGALE – “Questo testo sulle lobby fa parte di un ‘poker’ – esordisce il leader socialista -, perché rientra in un bouquet di quattro norme: sul conflitto d’interessi, sui criteri che precedono la scelta delle nomine pubbliche e sul tetto alle pensioni e alle indennità di quelli che prima venivano chiamati i ‘boiardi’ di Stato”. Nencini vede per l’Italia la possibilità di colmare un gap importante con le altre democrazie occidentali. “Sia in Usa che nel Parlamento europeo questa e una pratica attuata da anni con ottimi risultati. In Ue, addirittura – prosegue – c’è un corso universitario per perfezionare le tecniche di rappresentanza degli interessi privati”. E ovviamente possibilità di sviluppo. “Con questa legge, e i suoi criteri, l’obiettivo è concedere a chiunque di poter avere un appuntamento con questo o quel ‘decisore pubblico’, esercitando dunque un diritto trasparente e legale, senza più il rischio di ledere gli interessi dei competitor”.

IL DDL: TRASPARENZA, BUON ANDAMENTO DELLE AZIONI E LEGALITA’ – La legge elaborata, si fonda su tre pilastri: trasparenza, buon andamento delle azioni e legalità. “La trasparenza viene garantita attraverso il registro dei rappresentanti di interessi e attraverso l’assolvimento di una serie di obblighi di pubblicità da parte dell’organo tenutario del registro”, spiega il segretario socialista. Che aggiunge: “Il processo di accreditamento garantisce ai rappresentanti di interessi una serie di agevolazioni nel dialogo con i decisori pubblici. Queste agevolazioni non sostituiscono i canali tradizionali partecipazione concertazione, ma rappresentano un canale supplementare per garantire portatori di interessi la possibilità di rendere nota la posizione ai decisori pubblici”. Non mancano ovviamente le sanzioni per scoraggiare attività non lecite. “La legge mira a scongiurare fenomeni di malaffare e opacità che hanno interessato le cronache giudiziarie anche recenti – dice Nencini -. Il sistema di accreditamento e le sanzioni previste nel testo garantiscono un maggior rispetto delle procedure e dei principi ai quali si ispira la norma: pubblicità, partecipazione democratica, trasparenza e conoscibilità dei processi decisionali”.

MAZZEI, MIGLIOR TESTO DEI 40 PRESENTATI IN ITALIA – Il segretario del Partito socialista italiano pone infatti l’accento su un altro criterio, che definisce fondamentale, della normativa: l’incompatibilità e il conflitto d’interessi, che servono a proteggere un’attività meritoria e legale dagli attacchi di chi si trincera dietro questa professione per nascondere i propri obiettivi, che con la legalità non hanno proprio nulla a che fare. Di grande impatto è stata anche l’analisi dell’impianto normativo svolta dal professor Giuseppe Mazzei, esperto del settore, nonché presidente de “Il Chiostro”, prima associazione nazionale dei responsabili di rapporti istituzionali. “Definirei questo testo il migliore tra gli oltre 40 finora presentati in Italia – sottolinea subito Mazzei -. Innanzitutto ha una maturità di impostazione completamente diversa, poi c’è un principio fondamentale che è quello della definizione dei ruoli, e infine ci sono le sanzioni per chi viola le regole”. Per l’esperto, dunque, “L’attività di lobby non va imbrigliata, perché se fatta in maniera trasparente e legale ha molti effetti benefici, ma piuttosto va regolamentata per evitare abusi e abusivismo professionale”. E in questo senso il ddl del leader riformista è ciò di cui l’Italia ha davvero bisogno. “Durante un incontro internazionale con altre associazioni come la nostra, ho presentato il testo ai miei colleghi europei – racconta Mazzei -, e lo hanno trovato di grande interesse. In altri paesi fare lobby è già una realtà consolidata, mentre in Italia siamo ancora in una fase di dibattito. Con questa legge potremmo recuperare il gap e, anzi, migliorare la qualità dell’attività”.

SGUEO, BENE INTRODUZIONE CODICE DEONTOLOGICO CON SANZIONI PREVISTE – A completare la presentazione, sono risultate di grandi interesse le valutazioni del professor Gianluca Sgueo, docente di Isti­tu­zioni di Diritto dell’Unione europea, che ha dato il proprio contributo alla stesura del testo. “È ottima la regola dell’accessibilità alla professione, perché si tratta di paletti minimi ma necessari, senza quelle restrizioni che in passato abbiamo visto che non hanno funzionato”. Sgueo si sofferma inoltre sulla positività di rendere obbligatorio il Registro dei portatori di interessi. “Abbiamo già un esempio presso il ministero delle Politiche agricole, ma ora questa esperienza, felice, può essere allargata e resa ancora più efficace”. Così come l’esperto “benedice” l’introduzione di un “codice deontologico, che avrebbe avuto uno scarso funzionamento senza le sanzioni previste dalla norma. Questo testo non è solo il modo giusto per regolare l’attività di lobby, ma molto di più – conclude Sgueo -. Del resto, avere come criterio la parità del punto di partenza per tutti non può che rendere migliore il lavoro di chi rappresenta interessi privati, ma anche di chi è chiamato a prendere decisioni dall’altra parte della scrivania”. Ora la palla passa al governo e al Parlamento. L’Italia ha un’altra occasione per entrare nel terzo millennio e adeguarsi finalmente agli altri Paesi occidentali.

Dario Borriello

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