martedì, 22 Ottobre, 2019

L’Ocse vede nero. Crescita zero per l’Italia

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L’Ocse vede sempre più nere le prospettive dell’economia italiana. Nell’aggiornamento dell’Economic Outlook per il 2019, ha confermato la crescita zero già prevista a maggio ed ha abbassato di 0,2 punti, a +0,4%, le stime per il prossimo anno. L’Italia si confermerebbe il Paese ‘cenerentola’ fra le grandi economie anche se il taglio più netto (-0,2 punti per la stima 2019 e -0,6 punti per il prossimo anno) è quello operato alle previsioni sulla Germania che comunque dovrebbe mettere a segno nel biennio una crescita rispettivamente dello 0,5 e dello 0,6%. L’Ocse ha segnala che l’Italia, assieme alla Germania, sconti, nella sua crescita molto più debole del resto dell’Eurozona, la forte esposizione ai problemi per il commercio globale e le dimensioni del proprio settore manifatturiero”.

Per quanto riguarda le scelte di bilancio, l’Ocse ha evidenziato come nel nostro paese, così come negli Stati Uniti, Giappone e Francia (che presentano dinamiche simili nei conti pubblici): “Gli elevati deficit dovrebbero aumentare il debito pubblico già alto di qui a politiche invariate la necessità di rafforzare l’efficacia della politica fiscale, rivedendo l’efficacia della spesa pubblica e le dimensioni degli stabilizzatori automatici. E comunque, in caso di recessione considerando i limiti della politica monetaria (che nell’Eurozona la Bce ha già portato molto in avanti) sarebbe necessario un ulteriore sostegno alla politica fiscale”.
Nel rapporto, l’Ocse ha anche scritto: “Tuttavia, proprio i tassi bassi o negativi sul debito sovrano a lunga scadenza, offrono a molti paesi un’opportunità a basso rischio per affrontare gravi carenze infrastrutturali e rafforzare la crescita sostenibile a più lungo termine”.
L’Ocse ha abbassato, inoltre, a +2,9% le stime di crescita globale per il 2019 alla luce di prospettive che sono diventate sempre più fragili e incerte, rivedendo al ribasso di 0,3 punti le previsioni fornite a maggio. Ancora più netto (-0,4 punti a +3,0%) il taglio sulla stima di crescita globale per il 2020. Si tratterebbe della crescita annua più bassa dallo scoppio della crisi finanziaria, alla luce di un aumento dei rischi al ribasso. Ma, proseguendo nel sentiero del neoliberismo il futuro non sarà migliore.

Salvatore Rondello

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