giovedì, 12 Dicembre, 2019

SANGUE SU SANGUE

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LONDRA

Due attacchi nel giro di poche ore. Uno a Londra nella notte e un secondo a Parigi nel primo pomeriggio sugli Champs-Elysees dove un uomo con la propria aiuto si è diretto volontariamente contro un furgone della gendarmeria. L’automobile era carica di bombole di gas ed è esplosa. Un atto “deliberato” contro i gendarmi, affermano fonti: “È terrorismo” e l’inchiesta è stata affidata alla procura antiterrorismo e alla DGSI, i servizi. L’uomo che si è deliberatamente diretto contro il furgone di gendarmi è stato estratto dalla sua auto ed è morto successivamente. L’uomo è già conosciuto alle forze dell’ordine. Nato nel 1985 ed è schedato S, sigla riservata per i sospetti radicalizzati.

A Londra una persona è morta e una decina sono rimaste ferite, tre delle quali sono gravi, a causa di un furgone, piombato su un gruppo di fedeli musulmani, che avevano da poco lasciato la moschea al termine delle preghiere del Ramadan. È accaduto a Seven Sisters Road, vicino a Finsbury Park, a nord di Londra, in una zona dove ci sono almeno quattro moschee.

La polizia ha arrestato un uomo, Darren Osborne, 47enne. Il viceministro Ben Wallace citato dalla radio 4 della Bbc ha affermato che l’aggressore non era noto ai servizi di sicurezza britannici.

Quello di Finsbury Park è stato “un attacco terroristico”: ha detto un portavoce di Scotland Yard, dando la conferma ufficiale. “La lotta al terrorismo continua”, ha aggiunto il portavoce, che ha chiesto alla popolazione londinese di collaborare qualora abbia informazioni. Il portavoce ha confermato che il terrorista ha agito da solo, non c’era nessun altro nel furgone, e ha chiesto ai “londinesi di unirsi contro coloro che vogliono dividerci”.

“A tempo debito sarà sottoposto a una perizia psichiatrica”, ha fatto sapere ancora la polizia. Al momento non ci sono altri sospetti, ha aggiunto Scotland Yard, ma l’inchiesta va avanti. Il furgone, affittato in Galles, è piombato sulla folla di fedeli poco dopo passata la mezzanotte, intorno alle 12:20 ora locale, al termine del ‘taraweeh’, le preghiere che si fanno a tarda notte durante il mese sacro del Ramadan. Un gruppo di persone si era radunato per prestare soccorso a una fermata di autobus a una persona anziana, un uomo caduto a terra, forse per l’eccessivo caldo. “Ero lì. L’uomo respirava a fatica, stavamo cercando di aiutarlo”, ha raccontato un testimone, “poi è arrivato questo furgone, ci è arrivato dritto sopra e ci ha travolti. Poi l’uomo è uscito dal veicolo ed è venuto verso di me. Sono riuscito a bloccarlo a terra e tirava pugni, urlando: ‘Uccidetemi, uccidetemi. Ucciderò tutti i musulmani”. No, non è stato un incidente”. Secondo testimoni, l’uomo sarebbe stato protetto dal linciaggio da un imam accorso sul posto.

Il premier, Theresa May, ha riferito che la polizia sta trattando l’accaduto come “un potenziale attacco terroristico”. May ha annunciato una riunione del comitato di emergenza Cobra. Il leader laburista, Jeremy Corbyn, si è detto solidale con la comunità colpita (Islington North è proprio la circoscrizione elettorale in cui viene eletto in Parlamento). Il Consiglio Musulmano della Gran Bretagna ha parlato di “violenta manifestazione” di islamofobia e ha chiesto misure di protezione rafforzate per le moschee.

Il sindaco di Londra, il musulmano Sadiq Khan, invece ha parlato di “orribile attentato terroristico”: “Se l’accaduto appare come un attacco contro una particolare comunità, esattamente come i terribili attentati di Manchester, Westminster e London Bridge, altresì si tratta di un attacco contro tutti i nostri valori condivisi di tolleranza, libertà e rispetto”. Un appello alla calma” è stato rivolto dal Muslim Welfare House, il centro islamico situato proprio a Seven Sisters Road.

La moschea di Finsbury Park era diventata tristemente famosa una decina di anni fa per i sermoni incendiari dell’imam egiziano, Abu Hamza, che nel 2005 è stato condannato all’ergastolo. Intanto i siti web jihadisti, dando notizia dell’accaduto, stanno spronando alla reazione: “Musulmani, dovete svegliare la guerra nelle strade”; e si interrogano sul perché la polizia sarebbe intervenuta in ritardo. In Gran Bretagna, in questi anni, “c’è stata troppa tolleranza nei confronti dell’estremismo” ha  detto la premier Theresa May. Un attacco che ha definito “ripugnante esattamente come gli altri atti di terrorismo che hanno colpito il Regno Unito, dalla strage di Manchester del 22 maggio all’attentato di London Bridge e Borough Market del 3 giugno”. E poi ha affermato che la lotta la terrorismo andrà avanti: “Non ci fermeremo davanti a nulla.

Nel pomeriggio la premier conservatrice Theresa May è arrivata alla moschea di Finsbury Park. Sul posto è arrivato anche il leader laburista, Jeremy Corbyn, per partecipare a una preghiera collettiva per le vittime. Presenti anche leader religiosi cristiani, ebrei e di varie fedi, accanto ai responsabili islamici della moschea.

Scotland Yard, ha assicurato la comandante della polizia nella capitale britannica, Cressida Dick, si impegna a “proteggere i musulmani” nei loro luoghi di preghiera a Londra, rafforzando la sorveglianza fin dai “prossimi giorni”. Dick ha definito l’accaduto “un terribile, terribile attacco” e ha ribadito che esso appare “chiaramente un attacco terroristico”. E poi la polemica tutta politica: Basta tagli a Scotland Yard. Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, se la prende con i pesanti tagli per la sicurezza fatti dei Tory. “Lo vado dicendo da 13 mesi – ha sottolineato Khan – che sono preoccupato per le risorse alla Met Police”. “Il mio messaggio al governo è: i vostri piani per ulteriori tagli da 400 milioni di sterline non sono sostenibili”, ha concluso il sindaco.

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