domenica, 22 Settembre, 2019

L’Onu scrive all’Italia: violati i diritti umani dei migranti

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Con un durissimo atto di accusa di 12 pagine, l’Alto Commissariato dell’Onu per i diritti umani ha condannato il ministro dell’Interno per la violazione dei diritti fondamentali dei migranti e delle norme internazionali sui salvataggi in mare. L’ufficio delle Nazioni Unite ha trasmesso il 15 maggio scorso al ministro degli Esteri, Moavero Milanesi, il risultato di un’istruttoria sulle due direttive di Matteo Salvini indirizzate alle forze di polizia, alla guardia costiera e, in un caso, allo stato maggiore dell’esercito dove si chiedeva di bloccare le navi impegnate nei soccorsi umanitari nel mediterraneo centrale.
Il rapporto parla di una ‘criminalizzazione delle organizzazioni della società civile impegnate nelle attività di ricerca e salvataggio’ in mare.
Nel documento dell’Onu si legge: “Siamo molto preoccupati dall’approccio del ministero dell’Interno contro la nave Mare Ionio (vascello della Ong italiana Mediterranea) attraverso queste due direttive, che non sono basate su nessuna decisione di autorità giudiziarie. Riteniamo che si tratti ancora una volta di un tentativo politico di criminalizzazione delle operazioni di salvataggio compiute nel Mediterraneo centrale dalle organizzazioni della società civile”.
Secondo l’agenzia Onu per i diritti umani: “L’azione del ministero dell’Interno intensificherebbe il clima di ostilità e xenofobia contro i migranti”.
Le Nazioni unite hanno poi espresso una forte preoccupazione per la bozza del “Decreto sicurezza bis”, che introduce sanzioni per le navi delle Ong. Il rapporto ha richiamato l’attenzione del governo italiano sulle norme internazionali per i salvataggi in mare, che sarebbero state violate con le due direttive di Salvini. In questo senso viene richiamato il principio del Place of Safety, il luogo sicuro di sbarco dei migranti naufraghi salvati.
Nel documento si legge: “In molti rapporti Onu e di Ong è ampiamente documentata la violazione dei diritti umani per i migranti in Libia, dove sono soggetti a traffico di esseri umani, detenzione arbitraria, tortura e maltrattamenti, violenze sessuali, esecuzioni extragiudiziarie, lavoro forzato e estorsioni”. In altre parole, sostiene l’Onu, la Libia non può essere considerata un porto sicuro per lo sbarco dei naufraghi salvati nel mediterraneo centrale.
Le Nazioni unite richiamano anche il principio di non respingimento previsto dalle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo. Nel documento Onu si legge anche: “Noi concordiamo con il recente rapporto congiunto dell’Ohchr e missione Onu in Libia (Unsmil) dello scorso dicembre che invita la Ue e gli Stati membri, Italia compresa, a riconsiderare l’attuale politica di gestione delle migrazioni nel Mediterraneo”.
L’accusa, in questo caso, riguarda l’azione della Guardia costiera libica, che opera con «l’appoggio materiale e finanziario del governo italiano e dell’Unione europea». Il nodo riguarda lo sbarco nei porti di Tripoli dei migranti recuperati dalle motovedette libiche, azione in violazione del principio di non respingimento (le motovedette sono state fornite dall’attuale governo italiano alla Libia ed è stato uno tra i primi provvedimenti adottati).
L’agenzia Onu per i diritti umani ha concluso il rapporto chiedendo al governo italiano di fornire commenti e informazioni relative alle accuse di violazione delle norme internazionali. In particolare è stato chiesto al ministro degli Esteri di “indicare quali passi intenda compiere il governo italiano per allineare le politiche migratorie con gli obblighi sul rispetto dei diritti umani” richiamati nella lettera. Una copia del rapporto è stato inviato per conoscenza anche all’Unione europea e al governo libico.
In una nota del ministero degli Esteri si legge: “Il Ministro Moavero ha incaricato, ieri il Rappresentante Permanente italiano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ambasciatore Cornado, di contattare i titolari di procedure speciali firmatari della comunicazione rivolta all’Italia, per chiedere elementi più precisi sulle fonti utilizzate, sulla metodologia e la tempistica dei loro lavori e per chiarire alcuni elementi di puntuale riscontro alla loro lettera”.
La lettera è stata inviata nel quadro delle cosiddette ‘procedure speciali’, nome generico che designa i meccanismi ordinari istituiti dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per esaminare, vigilare, consigliare e riferire sulla situazione dei diritti umani nei diversi Stati.
La nota ha ricordato: “Le procedure speciali possono attivarsi in relazione a singoli Stati specifici oppure a preoccupazioni di natura più ampia e generale; possono implicare visite nei paesi e/o l’invio di comunicazioni agli Stati per sottoporre alla loro attenzione presunte violazioni di diritti umani”. Le ‘comunicazioni’, come quella ricevuta dall’Italia, sono lettere in merito ad asserite violazioni dei diritti umani, accadute o in procinto di verificarsi. Non hanno carattere giudiziario, né investigativo e non prevedono obblighi o sanzioni.
Nella nota viene anche spiegato: “Il contenuto delle comunicazioni si basa su informazioni ricevute da fonti varie che, talvolta, sono risultate imprecise o inaffidabili. Le comunicazioni sono redatte dai titolari delle procedure speciali, esperti indipendenti che operano a titolo personale e in autonomia. Le lettere e le eventuali risposte dello Stato destinatario sono pubblicate in rapporti periodici e sul sito internet del Consiglio per i Diritti Umani, affinché siano note all’opinione pubblica. La lettera inviata all’Italia sarà inclusa nel rapporto relativo al periodo dal 1 marzo al 31 maggio 2019. Dal 1 gennaio 2018, l’Italia ha ricevuto in totale 8 comunicazioni. Nello stesso periodo sono numerosi gli Stati che hanno ricevuto comunicazioni come, ad esempio, gli Stati Uniti che ne hanno ricevute 30, il Regno Unito 16, la Francia 12, la Spagna 7 e la Germania 2”.
Fonti del Viminale hanno affermato: “Il Viminale non ha sottovalutato la lettera dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell’autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell’Onu come Turchia e Corea del Nord”.
Le stesse fonti del Viminale hanno ribadito: “L’auspicio è che il provvedimento sia approvato nel Cdm di lunedì”. Dal ministero di Matteo Salvini si ribatte spiccatamente: “Si respingono al mittente le accuse di violazione dei diritti umani augurandosi che l’autorevole Onu dedichi le energie all’emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia. Inoltre, è singolare che l’Alto Commissariato per i Diritti Umani non si fosse mai accorto che la multa per chi favorisce l’ingresso non autorizzato di immigrati fosse già presente da tempo nell’ordinamento italiano (articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione). E il decreto Sicurezza Bis aggiorna la norma”.
Al Viminale hanno commentato: “Una svista che il ministero avrebbe segnalato riservatamente agli autori della lettera, se solo l’Alto Commissariato l’avesse inviata prima al Viminale e poi, eventualmente, ai media e non viceversa. Il Dl Sicurezza bis è necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile. La lettera che l’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu (Ohchr) ha inviato all’Italia, oltre a chiedere di fermare la procedura per l’approvazione del decreto sulla sicurezza bis, fa riferimento in particolare a due direttive emesse dal Viminale negli ultimi mesi per tentare di fermare le operazioni delle Ong e per ribadire il concetto che le acque italiane si varcano solo se si ha il diritto di farlo”.
Il ministro Matteo Salvini, a margine di un incontro a Verona, è tornato ad attaccare l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu per la lettera inviata all’Italia dicendo: “L’Onu è un organismo internazionale che costa miliardi di euro ai contribuenti, che ha come membri la Corea del Nord e la Turchia, regimi totalitari, e viene a fare la morale sui diritti umani all’Italia, a Salvini, per il decreto sicurezza. Fa ridere, è da scherzi a parte”.
Salvini mente sapendo di mentire, poichè la lettera dell’Onu è arrivata il giorno 15 al ministero degli Esteri e soltanto dopo tre giorni è stata resa nota alla stampa.

Sulla questione  è intervenuto il vicepremier Di Maio: “Stanno parlando di un provvedimento che non solo non è stato approvato, ma nemmeno discusso. Io ancora devo leggerlo. Siamo alla critica preventiva”.

In un comunicato diffuso oggi, gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra hanno confermato  la posizione espressa nella lettera inviata all’Italia sul decreto sicurezza bis, invitando nuovamente il Governo a bloccarlo. Gli esperti condannano la bozza di decreto proposta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini” che prevede “multe per chi soccorre migranti e rifugiati in mare”.

Quando si tratta di colpire i diritti umanitari, l’attuale governo ritrova l’unitarietà e Di Maio difende Salvini.

Dunque, la litigiosità tra Di Maio e Salvini a cui abbiamo finora assistito sarebbe soltanto strumentale, finalizzata a scopi elettorali ed a posizioni di potere.

Salvatore Rondello

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