martedì, 1 Dicembre, 2020

L’Opec non taglia la produzione, il prezzo crolla ancora

4

PetrolioIl tentativo di tagliare la produzione per sostenere i prezzi, e arginare le cadute delle quotazioni, c’è stato, ma senza successo: l’Arabia Saudita, che rappresenta il principale produttore di petrolio tra i 12 Stati che compongono l’Opec, il cartello dei Paesi esportatori, aveva già annunciato la sua intenzione di mantenere invariato lo status quo, ossia l’obiettivo di produzione a 30 milioni di barili al giorno. E così è stato deciso durante il vertice di Vienna, in seguito all’intesa raggiunta a quattro tra gli Stati della Penisola arabica: Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ovvero i paesi che vantano le più alte riserve valutarie, e non hanno l’urgenza di alzare i prezzi, a differenza di Venezuela, Iran e, fuori dal cartello, la Russia. Nel frattempo il prezzo dei principali marchi continua a crollare: il Brent è sceso a quota 74.36 dollari al barile e il WTI (West Texas Intermediate, ndr) è a 70.75 dollari, il minimo da 4 anni, è addirittura sceso sotto la soglia psicologica dei 70 dollari, con un minimo di seduta a 69,11. Il crollo in atto dipende largamente dal calo della domanda internazionale e dall’incremento esponenziale della produzione statunitense di Shale Oil, il greggio ottenuto dalla fratturazione idraulica o hydrofracking delle scisti bituminose.

Nel frattempo, però, nonostante l’oro nero sia ai minimi storici da 4 anni, “i prezzi della benzina sembrano non risentirne”. A dichiararlo sono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente presidente di Federconsumatori e Adusbef. Secondo le associazioni dei consumatori, sono 12 i centesimi di troppo sul prezzo attuale della benzina e 17 su quello del gasolio; dati che emergono dalle comparazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che, da anni, monitora l’andamento dei prezzi dei carburanti, delle quotazioni dell’oro nero e del cambio euro/dollaro. Secondo le associazioni di consumatori è indispensabile che il governo intervenga poiché è sempre più difficile tollerare la lentezza nell’adeguamento dei prezzi, che avviene subito al rialzo e quasi mai al ribasso.

Siria Garneri

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply