martedì, 21 Gennaio, 2020

Lorenza Lei impone il silenzio ai dipendenti Rai: bandito ogni commento

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Da ieri per i dipendenti e i giornalisti Rai sarà vietato commentare e rilasciare dichiarazioni su Internet. Lo ha deciso il direttore generale della Rai Lorenza Lei, con un comunicato diffuso all’azienda venerdì 8 giugno. Proprio nel delicato momento in cui il Premier Mario Monti sta decidendo sulle nomine Rai, sollevando il dibattito circa il rinnovo ai vertici dell’azienda, il direttore Lorenza Lei cerca di smorzare le voci dei suoi dipendenti, firmando una comunicazione interna, con la quale di fatto si nega la libera espressione sui nuovi strumenti della rete, dai blog ai social network.

EVITARE “DICHIARAZIONI IMPROPRIE – Internet, luogo di condivisione del nuovo millennio con i suoi social network, i blog e i forum talvolta rischia di diffondere qualche parola di troppo. Questo è il rischio che Lorenza Rai vuole scongiurare, e per questo ha pensato di sorvegliare la pluralità di voci dei suoi dipendenti. Nel comunicato protocollo 0059, che titola ‘Dichiarazioni agli organi di informazione’, il dg Rai giustifica in questi termini la decisione da lei presa: «Negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità da parte di dipendenti e collaboratori dell’azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione». Proprio per questo quindi, d’ora in si potrà parlare soltanto passando attraverso gli organi addetti ai rapporti con i media, che dovrebbero dare l’assenso o il rifiuto al rilascio di dichiarazioni.

SILENZIO SU SOCIAL NETWORK E BLOG – Richiamando le circolari in vigore sullo stesso argomento, in partricolare la DG/0092, del 15 luglio 2011, nonché le circolari DG/0019 del 15 febbraio 2010 e DG/0076 del 27 maggio 2010, Lorenza Lei sostiene: «Alla luce della evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, si precisa che, quanto stabilito con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve ritenersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari fruibili da una pluralita’ di utenti».

Lontano dal voler censurare a tutti gli effetti i dipendenti della Rai, la direzione generale dell’azienda affida la possibilità di dar voce al proprio diritto di parola e di pensiero «alle aree funzionali e alle responsabilità aziendali a ciò deputate». Peccato che la clausola finale del comunicato, dal sapore minaccioso, suoni come un’imposizione di censura: «Si ribadisce – conclude la Lei – che non verranno tollerati comportamenti in contrasto con la richiamata normativa aziendale».

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