martedì, 10 Dicembre, 2019

L’SPD dice addio al reddito di cittadinanza tedesco

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Il Reddito di cittadinanza era stato reclamato da molti come la versione tedesca di un sostegno ai disoccupati e invece ora è proprio il Partito dei socialdemocratici, quello che per primo aveva sostenuto queste forme di sussidio a fare dietrofront. Pare infatti che il cosiddetto Piano Hartz non funzioni. La dirigenza del Partito socialdemocratico tedesco (SpD) “dice addio all’Hartz IV”, il programma di politiche del lavoro adottato dal governo tedesco nel 2005. L’effetto che si è visto è stato che negli anni c’è stato un travaso di beneficiari dalla disoccupazione, che è andata costantemente diminuendo, al mercato del lavoro, sia pure sotto forma di lavoro a bassi salari sussidiato dal reddito minimo garantito, come nel caso degli ormai noti minijobs: impieghi remunerati per un massimo di 450 euro al mese comprensivi di limitati versamenti fiscali e contributivi a carico dei datori di lavoro. Ieri la riunione dei dirigenti dell’Spd avvenuta a Berlino nella giornata del 10 febbraio, ha deciso di affrancarsi da un piano che ha generato soltanto precarietà (e flessibilità). Durante l’incontro, i socialdemocratici hanno elaborato un catalogo di misure denominato “Un nuovo stato sociale per una nuova era” con cui “ci lasciamo l’Hartz IV alle spalle”, ha detto la leader dell’SpD, Andrea Nahles. L’iniziativa dei socialdemocratici mira, tra l’altro, a “sostituire la copertura di base per quanti sono in cerca di un’occupazione con un reddito di cittadinanza”.

Inoltre, la durata del sussidio di disoccupazione sarà estesa dagli attuali due anni a tre. Il salario minimo dovrebbe aumentare “in prospettiva” dagli attuali 9,19 euro a 12 euro. Nahles ha riconosciuto che l’iniziativa per l’abbandono dell’Hartz IV non è prevista nell’accordo raggiunto a marzo scorso dall’SpD con l’Unione cristiano-democratica (Cdu) e l’Unione cristiano-sociale (Csu) per la formazione della Grande coalizione al governo della Germania. A tal riguardo, Nahles ha evidenziato che il superamento dell’Hartz IV è, “in primo luogo, una posizione della SpD”.

Le critiche di Cdu e Csu all’iniziativa della SpD sono state tanto immediate quanto dure. “La SpD sta progettando la morte dell’economia sociale di mercato”, ha detto Volker Bouffier, primo ministro dell’Assia ed esponente della Cdu. Per Markus Soeder, presidente della Csu e primo ministro della Baviera, “non sono nell’accordo” su cui si fonda la Grande coalizione”. Tuttavia, “se ne può discutere con i partner di governo, ma non deve esservi alcuna pressione ideologica da sinistra sull’esecutivo”, ha aggiunto Soeder.

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